per la volpe poi l'uva era poco più che un esercizio di stile

Dovremmo osservarci di più mentre ci dirigiamo imperturbabili verso il nostro destino perché, anche se a noi non sembra, manteniamo tutto sommato una nostra dignità. Ci sono centinaia di cose che facciamo con fastidio ma alla fine le facciamo assumendocene pure la corretta responsabilità. Quando non volevo andare a scuola mio papà rispondeva che, nell'eventualità, allora nemmeno lui si sarebbe recato al lavoro. Il lunedì sacramentiamo ma poi spegniamo la sveglia, apriamo un paio di scatolette ai gatti, prepariamo lo stesso la colazione per tutti mettendo da parte il fatto che quando il tempo ci rende orfani raggiungiamo il massimo picco di vulnerabilità e viviamo, da allora in poi, come funamboli senza rete e protezione alcuna. Sarà così anche per i nostri figli? In una società che ci impone modelli di successo illusoriamente alla nostra portata, per compensare la nostra frustrazione altro non possiamo fare che mettere loro al centro della nostra realizzazione. Per questo motivo oggi, come in tutti i momenti di crisi, ci comportiamo come se fossero molto più importanti di quanto la natura lo richieda.

[continua a leggere]

ALCUNI ANEDDOTI DEI GIORNI SCORSI

i dj dovrebbero essere come prima cosa dei ballerini

È proprio per evitare questo scollegamento con la realtà e con il lato pratico e quotidiano delle cose che gli architetti dovrebbero abitare le case che progettano, ma, come dice la mia amica Roberta che fa proprio quel mestiere lì, allora i dj dovrebbero essere come prima cosa dei ballerini perché di sovente la loro selezione trasmette un'idea della danza e dell'intelligenza motoria delle persone che darebbero qualsiasi cosa per dimenarsi come degli ossessi sotto sul dancefloor, piuttosto discutibile. Non vi nascondo che a me piace molto questo approccio che vede, nell'immedesimazione con il proprio target, la soluzione alla qualità del nostro lavoro ma per gli artisti - gli scrittori in primis - è tutto un altro paio di maniche. Non parliamo dei musicisti perché l'obiettivo è offrire a pioggia delle spremute di sé e, se non si vende nemmeno una copia per manifesta incompatibilità con il prossimo, chi se ne importa.

[continua a leggere]

ragazzi studiate, che è meglio

Il futuro sta nelle cose che non sono quello che dovrebbero essere. Un libro senza trama, un disco senza suono, una casa non abitabile, cibo che non si mangia e una sedia che non ti regge. Campanelli che suonano fuori dalla porta e dentro non si sentono, scoop che rivelano cose trite e ritrite, spot pubblicitari in cui si omette il nome del prodotto. "Compratelo!", dicono gli attori alla fine. Ok, ma cosa? Sui social, in questo futuro così irriverente verso l'evoluzione dell'uomo, si fanno conversazioni senza capo né coda, si fanno richieste senza poi curarsi della risposta ottenuta. Persino i PC hanno tastiere mute che inviano input a cazzo al sistema operativo, una funzionalità che non sfigura tra abitudini come mangiare avanzi di cibo senza riscaldarli prima, parlare senza dire niente, mettersi in macchina e partire senza destinazione. Ci si ferma dove capita e si pernotta lì, nel primo albergo che si trova. Sempre che in questo futuro esista ancora il settore dell'accoglienza.

[continua a leggere]

i fantasmi del museo e il museo dei fantasmi

La brutta notizia è che ieri sono rimasto in piedi quasi dieci ore ad ascoltare con attenzione un giornalista newyorkese intervistare italiani dipendenti di una multinazionale che gli rispondevano in un inglese approssimativo per prendere nota, dall'indicatore del tempo trascorso sul display di una telecamera, dei punti salienti di quello che dicevano in modo che, rivedendo l'intervista, il giornalista potesse ritrovare al volo alcuni passaggi scelti sul file delle riprese. Lo so che è un lavoro difficile da capire tanto quanto da spiegare, per questo vi chiedo invece di concentrarvi sulla bella notizia. Una delle persone che si è sottoposta a questa attività che viene definita Media Training si chiama Cortinovis e, per una combinazione che ha del miracoloso, ha lo stesso timbro di voce del professor Cortinovis, quello che ci aveva portato in visita guidata al Museo delle Delusioni e poi si era eclissato, svanito nel nulla, tanto che tutti pensavamo che si fosse imboscato da qualche parte con la prof di educazione fisica. Invece poi Silvio l'aveva trovato in una specie di trance nella sala multimediale piena di postazioni con le cuffie, quella in cui si possono trascorrere ore, giorni e persino settimane intere a passare in rassegna una monumentale raccolta di timbri vocali legati a chi ci dà le brutte notizie.

[continua a leggere]

BONUS TRACKS

la nevicata dell’85

Alle ragazze dell’artistico piace far le strane ma mica si lasciano puntare come tutte le altre. Stanno sedute al tavolo più esclusivo della Sala da The e ordinano un punch al rum dopo l’altro alle nove del mattino. Noi proviamo a fissarle dritte negli occhi impiastrati di eyeliner con quell’approccio che è tipico del gioco delle parti alla nostra età, ma loro non si lasciano intimorire e tengono botta. Al massimo, se una si scoccia, non ci mette niente a sedersi dandoti la schiena, che è il solito modo umiliante di dire che no, grazie, non mi interessi. [continua a leggere]

DI AVERE UNA MUSICA IN TESTA