grazie in anticipo della solidarietà

Il messaggio dallo spazio parla chiaro: sei uno sfigato. Il sistema di decrittografia della NASA ci ha restituito un quadro impietoso di quello che siamo, e parlo al plurale per auspicare un po' di cordoglio in voi, come si evince dal titolo lassù in alto. Intanto nessuno scrive più sui blog e un sottoinsieme di questa macro-categoria di sopravvissuti è proprietario di gatti che vomitano di prima mattina e, quando c'è qualcosa che non va nel loro rapporto con gli umani, pisciano nella scatola delle medicine appena la trovano aperta e/o gli cagano sul letto se il PH della sabbia tende lievemente all'acidità e solo perché una notte ci siamo dimenticati di pulire. Ma non è solo questo che ci dicono gli alieni. Non so voi mai io capto in continuazione vocine che mi dicono di lasciar perdere tutto e tutti e che, per compensare il senso di disperazione che ne deriva, ci sono cose di un altro pianeta - probabilmente il loro - da preservare. Una di queste ha compiuto vent'anni proprio ieri (lo dice pure Wikipedia) e note invisibili a margine ma che leggiamo solo noi che siamo in contatto con questa specie ultraterrena ci dicono che forse davvero è stato l'ultimo disco che ha cambiato qualcosa.

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ALCUNI ANEDDOTI DEI GIORNI SCORSI

astenersi fuoritempo

"Se non vuoi perdere tempo a spremere flaconi di crema dopobarba semivuoti perché il prodotto per ovvi motivi di fisica è tutto depositato sul fondo - certo non gliene possiamo fare una colpa - prova a riporlo capovolto nell'armadietto, la prossima volta, proprio come si sono inventati per il ketchup e la maionese e i loro tubetti da mettere in frigo a testa in giù". Sento che il consiglio che Giorgio cerca di darci ispirato dalle salse che ci hanno portato al tavolo insieme agli hamburger un giorno dovrò scriverlo da qualche parte per vedere, fissato nero su bianco su un foglio o su un blog come questo, l'effetto che fa. La nuova fidanzata di Giorgio di chiama Perla e per noi è una novità che esista nel genere umano gente in grado di dare ai propri figli nomi così di merda. La mia fidanzata, per dire, si chiama Chiara ed è un nome bellissimo e facciamo cose sceme come entrare al supermercato, comprarci una tavoletta di cioccolato a testa, pagarla e poi consegnarcela reciprocamente con mille smancerie appena passata la cassa come se dovessimo farci un regalo. Entrambi la nascondiamo dietro la schiena, ci diciamo di chiudere gli occhi, poi ce le scambiamo dandoci un bacio e ogni volta ridiamo come se fosse la prima. Con una che si chiama Perla le cose invece potrebbero essere molto più complicate.

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blue whale ti porta al suicidio ma per le discussioni che genera nei gruppi whatsapp dei genitori FATE GIRARE!!1!!1!!!11!

Non c'è molto da dire se non che uno fa di tutto per starsene fuori da tutte le polemiche e poi un innocuo gruppo whatsapp dei genitori auto-costituitosi per la gita di classe dei figli ti tira scemo perché qualcuno condivide a tradimento la catena che sappiamo tutti per mettere gli altri all'erta. La questione è semplice: essere un asso dei social quando uno cerca di evitare la gente come la peste è un controsenso, come quando ho fatto il miglior punteggio al poligono di tiro a militare qualche mese dopo che mi ero rassegnato a partire per il CAR dopo che mi era stata respinta la domanda per l'obiezione di coscienza. Che volete che vi dica.

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correre via da una gabbia arrugginita

Ieri era l’anniversario della morte di Ian Curtis e non mi è venuto in mente fino a quando non ho saputo del suicidio di Chris Cornell. Anzi, nelle prime ore la causa del decesso non era ancora stata provata ma il modo non conta. La gente muore nelle maniere più disparate e le star del rock non sono immuni, questo lo sappiamo dai tempi dei Joy Division, di Bob Marley, dei The Sound e poi dall’esperienza della scomparsa di Bowie. La fama rende eterni nello spirito ma non preserva i nostri corpi, e gli individui conosciuti alle masse per un motivo o per l’altro – sport, musica, politica, scienza, cinema, cultura – sono a rischio come tutti. Ma se pensiamo a quello che è passato alla storia come il grunge c’è poco da stare allegri: Kurt Cobain, Layne Staley, Scott Weiland e ora l’inconfondibile voce dei Soundgarden. Una strage, insomma. Ma non sono né la data né la sfilza di frontman storici degli anni 90 che non sono più tra noi a farmi riflettere.

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BONUS TRACKS

la nevicata dell’85

Alle ragazze dell’artistico piace far le strane ma mica si lasciano puntare come tutte le altre. Stanno sedute al tavolo più esclusivo della Sala da The e ordinano un punch al rum dopo l’altro alle nove del mattino. Noi proviamo a fissarle dritte negli occhi impiastrati di eyeliner con quell’approccio che è tipico del gioco delle parti alla nostra età, ma loro non si lasciano intimorire e tengono botta. Al massimo, se una si scoccia, non ci mette niente a sedersi dandoti la schiena, che è il solito modo umiliante di dire che no, grazie, non mi interessi. [continua a leggere]

DI AVERE UNA MUSICA IN TESTA