salti di fine stagione

Potrei iniziare con una considerazione smaccatamente stagionale: la primavera è un’accozzaglia di mesi diversi tra loro per clima e mood in genere che sono stati messi insieme solo per l’unico aspetto comune che hanno. In primavera, in ufficio, non si riesce a combinare un cazzo. In quanto a interruzioni del proprio ritmo professionale dovuti ai fattori che sappiamo, a partire dalle feste, dai ponti, dagli ormoni che saltano come cavallette e dall’aria frizzantina (sempre che ci sia il sole) la primavera è seconda solo al mese di dicembre. Gli imprenditori fingono di non sapere e a me mi interessa relativamente che i vertici dell’agenzia di cui sono dipendente leggano le cose che scrivo riguardo alla mia, di produttività. Mi preme di più, al limite, l’impressione che potrei destare negli animi dei miei potenziali futuri datori di lavoro. Del resto, siamo in molti a pensare di essere famosi e conosciuti non tanto per i nostri blog ma più per tutti i curriculum che abbiamo inviato.

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ALCUNI ANEDDOTI DEI GIORNI SCORSI

da un posto all’altro, ecco che cosa si prova davvero

I muri tra gli stati sono la stampa in 3D delle linee tracciate sulle carte geografiche e per fortuna non ce ne sono molti al mondo perché poi, viaggiando via terra, uno si aspetta ti trovare le stesse righe tratteggiate o quelle unite, più importanti, rese in qualche modo, e che proprio per questo siano difficili da oltrepassare. Invece il bello è che passi in auto da un comune all'altro, da una regione all'altra e in alcuni casi da una nazione a quella confinante senza nemmeno accorgertene. Non c'è proprio niente se non un cartello o qualche avvertimento se cambia qualcosa. Spiegatemi allora perché, però, io sento davvero qualcosa. In autostrada, passo dalla Lombardia all'Emilia Romagna e mi viene un brivido, mi sento come quando nel tunnel degli orrori del luna-park ti avvicini con la macchinina alla doccia ma per una volta l'acqua non si spegne, solo che anziché bagnarmi prendo una specie di scossa. Zot.

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raccontatemi anche voi il vostro primo appuntamento

Viola ha la massima cintura di un’arte marziale dal nome impronunciabile e che vi sfido a capire se ha radici cinesi o giapponesi. Avere ristoranti che propongono sintesi gastronomiche delle due principali potenze economiche dell’est nello stesso menu ha ulteriormente rimescolato le carte per noi suprematisti occidentali, che vediamo negli occhi a mandorla un’unica provincia nemmeno tanto grande, in cui ci si sfonda di cibo senza limiti a undici euro o poco più. Se volete invitare Viola a uscire vi consiglio allora piuttosto una pizza, così non correte il rischio di sbagliare, ma comunque informatevi prima per non fare brutte figure e guastare a priori un futuro insieme. Potete evitare anche di proporre un innocuo cinema se non vi piacciono le donne con gli addominali più marcati dei vostri o, in genere, se nutrite il desiderio di vedervi con una tanto per fare qualcosa perché con Viola prendereste una cantonata, fidatevi.

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condividi e fai girare se anche tu ti senti più importante degli altri

Se considerate che tutto quello che vi circonda, nel bene e nel male, esiste solo se lo percepite con almeno uno dei vostri cinque sensi, potete capire quale sia la vostra centralità nell'ordine delle cose. Ci avrete riflettuto anche voi, suppongo: prima che nasceste è vero che ci sono stati gli antichi romani, la rivoluzione francese e persino miliardi di milioni di gente mandata al massacro in guerre di cui non gli è mai importato una sega a nessuno? Cosa sono storia e storiografia per confermare tutto ciò se, malgrado vi sforziate, proprio non vi ricordate nemmeno un istante precedente al primo istante della vostra vita che vi ricordate? E poi, se quando chiudiamo gli occhi le cose non ci sono più, perché non potrebbe essere che una volta trapassati non resti davvero più nulla dal momento che è tutto buio, tutto silenzioso, tutto asettico, inodore e insapore e vuoto?

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BONUS TRACKS

la nevicata dell’85

Alle ragazze dell’artistico piace far le strane ma mica si lasciano puntare come tutte le altre. Stanno sedute al tavolo più esclusivo della Sala da The e ordinano un punch al rum dopo l’altro alle nove del mattino. Noi proviamo a fissarle dritte negli occhi impiastrati di eyeliner con quell’approccio che è tipico del gioco delle parti alla nostra età, ma loro non si lasciano intimorire e tengono botta. Al massimo, se una si scoccia, non ci mette niente a sedersi dandoti la schiena, che è il solito modo umiliante di dire che no, grazie, non mi interessi. [continua a leggere]

DI AVERE UNA MUSICA IN TESTA