verba volant: sfizioso

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Inauguro con l’aggettivo “sfizioso” la categoria “verba volant”, termini e modi di dire più o meno in voga il cui abuso mi fa accapponare la pelle e che spero prima o poi siano abbandonati dalla moda linguistica (per lasciare il posto a termini e modi di dire altrettando fastidiosi). Per i significati mi avvarrò del Dizionario Italiano Hoepli, per le eventuali traduzioni l’insostituibile Wordreference.com. Via!

sfizioso
[sfi-zió-so]
agg. merid. Che soddisfa un piacere, un capriccio ‖ Che piace o attira per qualche particolare: ho comprato un vestito davvero s.

In periodi di flessione del mercato (leggi crisi economica e povertà diffusa) il superfluo risulta spesso nauseabondo, come una pizza uovo e salsiccia la sera del 26 dicembre. Sentire commercianti e commessi apostrofare con l’aggettivo (meridionale) sfizioso qualunque cosa non si è convinti di comprare, o pseudo amici che cercano di convincerti ad acquistarla, quando ci pensi due volte persino a mettere nel carrello il latte che costa 10 centesimi in più al litro, è quasi un crimine. Associo il termine sfizioso con sovrappeso, con spreco, con raccolta indifferenziata dei rifiuti, con vestiti che stanno malissimo ma che si comprano solo perché sono alla moda, con amicizia interessata, con ospiti indesiderati e invadenti che ti portano panettoni ripieni con cioccolato e crema chantilly, con ore di assenteismo passate al bar a ingozzarsi di cornetti, con impronte digitali untuose di arancini su scrivanie nere lucide. Meglio il sobrio “sufficiente”.

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