bum cha bum bum cha

Pubblicato il Pubblicato in a Milano, alti e bassi di fedeltà sonora, duepuntozero, tecnologia e altri incidenti, i dislike, tv dei ragazzi

– Leggo qui nel tuo curriculum, tra le varie competenze e attitudini, la voce beatbox. In che senso?
– Beatbox, la batteria con la bocca. So fare la batteria con la bocca, suono con un gruppo hip hop molto noto a livello locale, i Xxxx, non abbiamo strumenti e il dj fa solo scratch e niente ritmo. Prima rappavo anche io, poi quando si è trattato di scegliere se prendere strumentisti o suonare con le basi abbiamo pensato che il nostro stile sarebbe stato più crudo e grezzo senza musica. Solo ritmo. Vuoi che ti faccia sentire qualcosa?
– No, ma….
– Bum tz k tz bu-bu-bum k tz
– Vabenevabene, ho capito, cioè sapevo il significato di beatbox ma non capivo il senso di inserirlo come voce in un curriculum, cioè in un curriculum per candidarti a una posizione di web designer.
– Ah, certo, ma nel curriculum ho messo tutto quello che so fare, ho pensato che non avendo così tanta esperienza di agenzia ma avendo fatto anche tanti altri lavori, il beatbox potesse fare massa.
– Massa?
– Si, fare numero. Se suonavo la chitarra lo avrei scritto (sic), dal mio punto di vista il canto è uno strumento come gli altri, il beatbox lo faccio con la voce, quindi ha senso metterlo nel curriculum. La mia band comunque mi fa guadagnare qualcosina, tra concerti e set, quindi perché no?
– E da quanto tempo ti occupi di beatbox?
– Vivo hip hop da dieci anni, più o meno, ho imparato quasi subito, in freestyle. Sai, senti i pezzi e inizi a tenere il tempo sopra. Con il microfono e qualche effetto le possibilità sono infinite. Vai a vedere il nostro myspace, ci sono un po’ di pezzi, davvero, non è male, abbiamo anche un contratto con un’etichetta indipendente, abbiamo suonato al Yyyyyyy la scorsa primavera.
– E tu fai la batteria con la bocca.
– Esatto, il beatbox. Tu invece che musica ascolti? Non in ufficio, intendevo che musica ascolti in generale.

2 pensieri su “bum cha bum bum cha

  1. in francia nel curriculum ti fanno inserire la voce “loisirs”, hobbies. nel mio caso fotografia professionale, teatro, grafica, videoarte, cucinare torte. se i miei colleghi sapessero anche fare beatbox la pausa pranzo diventerebbe sicuramente più interessante.

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