dare avere

Pubblicato il Pubblicato in i dislike, quattro stagioni (rossa), Spazio Pour Parler

Mi vergogno un po’ a scriverlo, ma io di economia non ci ho mai capito un tubo. Ma proprio niente. Parlo di economia a qualunque livello, dall’abc della contabilità personale, alla dichiarazione dei redditi e il concetto di IVA fino alla borsa e ai mercati globali. Già il fatto di avere messo insieme nella stessa riga economia, finanza e contabilità ve la dice lunga. E mi impegno (non è vero), leggo (non è vero), mi sforzo di ascoltare le notizie (non è vero), ma poi mi accorgo che perdo di vista il concetto, mi focalizzo sull’estetica dei termini tecnici, a quel punto mi sono distratto e devo tornare indietro, o se sto ascoltando una notizia torno a seguire il filo ma ormai il filo è aggrovigliato e perso. Ciao. Non capisco la causa di questo blocco, voglio dire accetto i miei limiti, riconosco le mie difficoltà di apprendimento, ma quello che provo per l’economia è qualcosa di più. Vi faccio un esempio? Non ho mai capito perché, per risolvere i problemi di debito e di povertà o una qualsiasi delle crisi di cui sento continuamente parlare praticamente da quando sono nato, non sia sufficiente stampare più moneta e distribuirla a chi ne ha bisogno. Lo so, è un vero e proprio abominio, tanto che me ne guardo bene da chiederlo a qualcuno, anzi forse una volta l’ho fatto, ma era a una cena, avevo bevuto, e della paziente spiegazione che ne è seguita non mi è rimasto nulla. Per scendere ancora più terra-terra, ammesso che più di così sia possibile, quando svolgevo la mia attività di libero professionista con partita IVA non ne comprendevo nemmeno gli aspetti più elementari, la partita di giro e il fatto che alla fine, di un pagamento ricevuto, ne rimanesse così poco. Se non esistessero i commercialisti, sarei un uomo finito. In un impeto di titanismo leopardiano ho persino tentato un esame di macroeconomia all’università, frequentavo tutte le lezioni, ma poi il docente aveva iniziato a canzonarmi per la mia capigliatura, aveva quindi intuito il mio essere tabula rasa in materia e la difficoltà di farmi rimanere qualcosa delle sue lezioni. Mi chiamava persino alla lavagna a dimostrare le sue teorie, e malgrado la maggiore età mia e sua, alla fine mi sono spaventato e ci ho rinunciato. Devo avere ancora il libro di testo, da qualche parte. Mia moglie, dall’alto della sua intelligenza estrema e inarrivabile, per mia fortuna riesce anche ad assimilare i grandi temi economici del presente, a rielaborarli e a riassumerli in parole povere per cercare di farmi sentire meno impotente di fronte al tiggi. E io, per non deluderla, faccio cenno di sì con la testa, sì, capisco, è vero, incredibile. Però, a parte cogliere le cose che coglierebbe anche mia figlia, e cioè che non stiamo andando affatto bene, il resto vaga nella mia testa alla ricerca di una collocazione appropriata, fino a quando, trovando ostilità in ogni anfratto, compie il proverbiale tragitto tra i due opposti padiglioni auricolari e va in cerca di un uditore degno di tale materia. Ma ho già fatto molti passi in avanti, dai tempi dell’università. Sul lavoro sono stato persino incaricato della gestione di un paio di budget dei miei clienti, anche se non credo che inserire cifre in fogli Excel preimpostati significhi propriamente occuparsi di economia, vero?

5 pensieri su “dare avere

  1. Occhio con la storia di stampare più moneta, chi lo ha proposto in passato ha avuto dei problemini: hanno ammazzato un presidente americano (perdonami, non ricordo più quale) e ci riprovarono con Reagan. Uomo avvisato… ;^)

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