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la descrizione di un attimo

Sono certo che passare alla storia per una foto così (peraltro con il logo del nemico sullo sfondo) non sia un modo efficace per entrare nel mondo del lavoro e della dignità collaterale che questo passo comporta. L’attimo in cui lanci un estintore, e per tua fortuna non c’è nessuno a spararti ma hai un obiettivo altrettanto feroce con fotografo annesso di fronte, rimarrà sempre così impresso nella memoria collettiva. Ha già occupato milioni di pagine stampate, rimarrà conservato in gigabyte di spazi virtuali, per sempre. Sarà il ritratto personale che accompagnerà il curriculum da presentare a un colloquio, se mai l’interessato avrà bisogno di trovare un’occupazione anche precaria.

2 pensieri su “la descrizione di un attimo

  1. cosa dice il tatuaggio? è un verso di Dante?
    cmq il tatuatore si lamentò per la qualità dell’epidermide (er pellaccia!)

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