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rifare i letti

Dovrei convincerti che non si tratta di sonnambulismo, farlo però in modo deciso già a partire da domattina, quando ti sveglierai e ti ritroverai in un letto matrimoniale, tra due genitori e due gatti, e ti chiederai che ci faccio qui? Una domanda ricorrente, dato che qui “ci fai” ogni notte. Quando ti drizzi fuori dalla tua tana di là e ti chiedi perché sia buio, come mai c’è tutto questo silenzio, dove sono tutti quanti e qual è il motivo per cui nessuno ti ha avvertito. Sappi che è una delle poche certezze, davvero. Al giorno segue la notte, alla fatica segue il riposo, allo stare in piedi segue il materasso. Uno per ciascuno, a due piazze se si è una coppia, un po’ più piccolo se si è sotto il metro e mezzo, come una bambina di quasi otto anni. Ma a quel punto della notte l’unica certezza è l’istinto, il richiamo che proviene dalla stanza di là dove c’è tutto quello di cui senti di aver bisogno. E non si capisce quale possa essere la causa. Così ti siedi incredula sul lettino, ti liberi dalla morsa del piumone, salti giù e con i piedi nudi percorri quella breve distanza dal buco nero in cui ti sei ritrovata alla calda sicurezza dei respiri conosciuti. A volte senza che nemmeno se ne accorgano. Poche mosse e sali a bordo, nel mezzo, scavalchi piedi braccia altre componenti umane e feline e ti cali nel tuo naturale ruolo, la rotella che si incastra in più o meno tutto quello che c’è lì intorno. Ma il più delle volte sono i gomiti o i piedi roventi ad anticiparci la consueta novità del mattino dopo. Dovete scusarmi, dici, ma lo sapete, sono sonnambula. Mi addormento di là e poi mi risveglio qui. Davvero, non mi ricordo come ho fatto. Mi sembra di volare. Si, se è per questo anche a noi. Ma non è quello il punto.

4 pensieri su “rifare i letti

  1. Anche mio figlio soffriva di questa strana forma di sonnanbulismo. Entrava nel lettone dal fondo, strisciava sotto le coperte e si infilava nel mezzo.
    Anch’io ricordo il calore del suo corpo. (ma quanto sono caldi ‘ste bambini!)
    Adesso che non lo fa più, un po’ mi manca. Ma non ditelo a mia moglie, che finalmente riesce a dormire.

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