partiti e poi tornatiquattro stagioni (rossa)

ad Amerigo ciò pareva sublime

La sobria efficienza del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri nel corso della conferenza stampa di questa sera, al di là dei contenuti e di tutto quello che sarà, mi ha riportato alla mente quel passaggio de “La giornata d’uno scrutatore”, in cui Italo Calvino si bea dell’ordinarietà e del grigiore di una macchina pubblica che fa il suo dovere in confronto ai fasti e alle pompe a cui il potere ci ha abituati – del fascismo per lui, del precedente governo per noi – e agli ossequi che una certa Italia ha tributato ai relativi cotillon. Poi, alle lacrime del ministro Elsa Fornero mi sono stupito anche io, sapete, non siamo più abituati alla spontaneità, quindi mi sono voltato verso mia moglie, ho visto anche lei visibilmente commossa, e ho pensato che la sensibilità era un aspetto della politica che quasi non ricordavo più.

Un pensiero su “ad Amerigo ciò pareva sublime

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.