alti e bassi di fedeltà sonora

come gliele suonava, a quelli di sinistra

9 gennaio 1972: Pollini suona nella fabbrica poligrafica occupata di Genova. «Volevo una buona acustica, si decise di ricoprire le macchine di cartoni. L’occupazione coinvolse l’intera città. Parlai con gli operai, mangiai con loro il cibo che portavano i genovesi». 3 marzo 1970: Pollini suona al Conservatorio di Milano, in Vietnam gli americani hanno appena bombardato Hanoi. Pollini prova a leggere una dichiarazione. «Ma dopo cinque secondi, la parola Vietnam suscita un boato spontaneo. Non avevo la pretesa di fare propaganda politica. Era una semplice protesta contro un efferato episodio di guerra. Rimasi di sasso per la violenza e la precisione della reazione. Nella mia ingenuità, pensavo che avrei potuto suonare egualmente».

Da un’intervista a Maurizio Pollini sul Corriere di qualche tempo fa. Buon compleanno, maestro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.