alti e bassi di fedeltà sonoragruppi in cui vorrei suonare

amici di penna

Che poi uno scrive in un posto così per i motivi più strani ma comunque quasi tutti riconducibili al fatto che è libero di scrivere quello che gli pare nella forma che preferisce. Oddio libero è una parola un po’ grossa, occorre anche tener conto del piacere di essere compreso e condiviso. Vi risparmio comunque quello che si dice ormai da più di dieci anni sui diari on line, sulla psicologia dei blogger e dei suoi lettori casuali, distratti, assidui o che altro, perché lo sapete già. Ma un giorno uno si accorge che qualcosa è cambiato solo perché riceve una e-mail in cui un lettore gli chiede di scrivere un post su questo o quell’argomento. Il che non può non far piacere, ma, caro mio, non vorrei che tu mi avessi sopravvalutato. Lasciamo le inchieste ai giornalisti professionisti. Qui, dove non c’è alcuna cassa e vige il dis-ordine, ci limitiamo a dare qualche parere, ogni tanto ci esponiamo, ma ben lungi dal fare informazione. Al massimo ti posso aggiornare sul fatto che a febbraio è prevista l’uscita del nuovo dei Cursive, la band guidata dal versatile quanto barbuto Tim Kasher che con il precedente “Mama, i’m swollen” del 2009 ha fatto più di una semplice breccia nei miei ascolti. E tu mi dici che vabbè, anche questa è informazione, no? Prima non lo sapevo, ora ho letto qui e lo so. D’accordo, però non mi sono inventato nulla, io a mia volta l’ho letto qui e me lo sono segnato, se la metti da questo punto di vista posso anche darti ragione. Anzi, per conferire un ulteriore valore aggiunto alla notizia, e magari non conosci i Cursive, eccoti un paio dei loro brani migliori. Grazie comunque per l’attenzione che mi hai dedicato.

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