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la febbre del venerdì pomeriggio

Le scadenze di consegna lavorazioni alle 18 del venerdì pomeriggio hanno quel vago sentore di presa per il naso, per non dire di peggio. Sanno tanto di capriccio, di bimbi che pestano i piedi alla cassa dell’Esselunga per avere le palline magiche che le lanci e fanno rimbalzi imprevedibili fino all’ultimo, quello che manda in frantumi il vaso prezioso della nonna. Perché è un insulto all’intelligenza di entrambi – cliente e fornitore – l’idea che tu possa trascorrere anche solo un minuto da qui a lunedì mattina sull’attività che mi hai commissionato e controllarne almeno una parola, un pixel, un fotogramma. Ma tu fai finta di nulla, vuoi avere il tuo file lì, pronto per essere azzannato alla ripresa della settimana. Sappi però che lasciarlo incustodito sul tuo pc, durante il weekend, può essere dannoso. Quel file può avariarsi e risultare stantio, puzzare di muffa per aver preso aria nella tua casella di posta. Pensa invece il piacere di scoprirne la fragranza appena sfornato, ancora caldo, con tutte le sue proprietà naturali, come quella pubblicità con Ninetto Davoli che portava i crackers nel cestino della bici. Ecco, lascia che le cose seguano il loro corso. È venerdì. Fammi andare.

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