a Milanoduepuntozero, tecnologia e altri incidenti

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Non è facile distinguere quelli veri da quelli falsi, soprattutto in occasioni come queste in cui i partecipanti all’evento sono, anzi, dovrebbero essere operatori del settore ICT, informatici insomma, una categoria che innanzitutto comprende trasversalmente numerose generazioni. Ci sono quelli con i capelli bianchi che hanno iniziato quarant’anni fa nelle aziende che fornivano apparati telefonici tradizionali per conto della Sip e oggi sono a capo di strutture che installano sistemi di comunicazione in senso lato dove la telefonia è un di cui, ma ci sono anche i pischelli freschi freschi di titoli di studio specialistici con le pettinature che vanno di moda. La categoria è anche formata da profili prossionali diversi. Ci sono i sales stretti nei loro completi e incravattati, ma ci sono anche quelli che ti aspetteresti di incrociare in situazioni tipo Chatroulette, nerd sovrappeso con la barba di tre giorni e felpe metal addosso. Ecco perché non è facile distinguere quelli veri da quelli falsi, e solo gli addetti al controllo che passano le giornate nei luoghi adibiti agli eventi sono in grado di dirti di fare attenzione a quel tizio che si è appena appuntato il suo badge alla giacca, perché non è un informatico ma è un imbucato.

Ed è facile tentare una mappatura di questa tipologia di esperti dello scrocco in una città come Milano, in cui sono pronto a scommettere si svolgono quotidianamente centinaia di appuntamenti tra roadshow, sfilate, presentazioni di prodotto, conferenze e vernissage, iniziative che vanno a formare la nebulosa categoria degli eventi, un sistema economico in cui opera una fitta rete di professionisti che parte dai responsabili marketing e comunicazione delle aziende, passa attraverso le agenzie specializzate, le pierre e gli addetti stampa, le location e i fornitori di cathering per finire in casi limite con testimonial, cabarettisti e intrattenimento di ogni sorta.

Gli imbucati costituiscono una galassia che ruota intorno a pasti caldi e aperitivi tutto sommato di qualità e comunque gratuiti, obiettivi di facile accesso credo, basta essere informati ed essere sufficientemente scaltri da non farsi sgamare. Probabilmente esiste un luogo in Internet in cui tutte le e-mail di invito a questo o quell’altro seminario offerto da imprese di ogni ordine e settore vengono intercettate, da qui si passa all’iscrizione sui form di registrazione in cui fingersi Francesco Esposito della GigaTech Labs – nome inventato, ma sono certo che da qualche parte dell’ecosistema dei System Integrator esiste – e il gioco è fatto. Magari si estende l’invito ad altri colleghi bisognosi, o si deve un favore a chi ci ha segnalato l’inaugurazione della nuova sede di quella catena di abbigliamento il mese scorso. Quindi ci si presenta all’ora e al luogo che la segreteria organizzativa ci ha confermato con un look credibile. Che magari, ripeto, in alcuni ambienti è più difficile simulare, ma tra rivenditori di sistemi di sicurezza IT o tra giornalisti e blogger di hi-tech rimanere nell’anonimato non è un’impresa.

Ed ecco il nostro Francesco Esposito della GigaTech Labs alle prese con la seconda porzione di bis di primi – risotto alla milanese e lasagne – che si gode la lussuosa ricettività di uno degli alberghi più in di Milano, con tanto di borsa portacomputer di quelle che usavano ai tempi della prima bolla e che probabilmente sarà vuota o conterrà qualche rivista giusto per fare peso e volume. Non a caso il nostro Francesco Esposito della GigaTech Labs è uno dei pochi a non controllare la posta elettronica durante gli interventi dell’evento, che con encomiabile serietà decide comunque di seguire fino alla fine, anche dopo il coffee break, anche dopo essersi assicurato il gadget della giornata, anche quando basterebbe fingere una puntatina al bagno per dileguarsi fuori da questa sorta di non-luogo popolato da un non-gruppo di persone che è l’evento.

E anche se nel nostro caso sarebbe possibile smascherare l’intruso, assiduo partecipante di incontri dedicati alla celebrazione di argomenti e soprattutto brand a lui ignoti, così tanti da essere sulla black list visiva degli addetti alla sicurezza, alla fine si decide di lasciarlo andare fino in fondo, sarà compito della prossima azienda organizzatrice – se vorrà – negare un risotto giallo e lasagne a Francesco Esposito della GigaTech Labs, per una volta facciamo finta di pensare che si tratti di un ex manager sessantenne ora disoccupato e in bolletta, che cerca in qualche modo di tirare avanti facendosi anche una cultura tecnologica. Chissà.

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