alti e bassi di fedeltà sonora

gesummariacatena

Qualche disco l’ho comprato perché andava di moda, questo ve lo confesso. Avere questo o quell’altro ellepi era un green card per godere di maggior credito dalla massa, quando ancora quello che eri era anche il riflesso di quello che possedevi e lo so cosa state per dirmi, che mai come ora sei quello che hai e che gli oggetti sono status symbol per cui che differenza c’è nell’avere una copia di un prodotto dell’industria o dell’artigianato culturale e avere uno smartphone o l’ultimo gadget hi-tech? A proposito, ieri in occasione della sua seconda festicciola per gli otto anni, un sobrio aperitivo casalingo organizzato per parenti e amici stretti adulti, mia figlia ha ricevuto un lettore mp3 Teac rosa piuttosto carino, e il mio ottuagenario suocero, nell’atto di capire cosa fosse e a seguito di una veloce spiegazione sul suo utilizzo, lo ha portato all’orecchio come se si trattasse di una radiolina, inconsapevole del fatto che a) fosse spento, b) avesse la memoria scarica, c) non vi fossero le cuffie collegate e d) fosse pure vuoto, senza nemmeno una canzone. Che tenerezza. Questo per ribadire anche che l’ipod non lo comprerò mai perché detesto l’idea di dover utilizzare itunes e per me un lettore mp3 dev’essere un hard disk con un robo tipo winamp installato sopra. E forgio le personalità altrui con questi miei principi.

Tornando alla musica come specchio della personalità ma anche come accessorio alla moda – quando si fanno le superiori, eh – dicevo che ho qualche disco di certo sopravvalutato già ai tempi e che anche ora, in piena nostalgia canaglia ove tutto ciò uscito sotto la categoria post-punk negli anni 80 è un capolavoro, viene venerato come pietra miliare. Ci sono dischi su cui ho sempre nutrito le mie perplessità e malgrado ciò ne sono in possesso, perché magari l’ho comprato per ascoltarlo con qualche darkettina ai tempi. Per esempio i Jesus and Mary Chain. Sono nelle top ten globali di un sacco di persone che stimo, ma a me boh. Li trovo piuttosto piatti e va bene Some candy talking, va bene Just like honey, va bene anche Never understanding. Tre pezzi sono abbastanza, ok un disco come Psychocandy ma poi gli altri sono tutti uguali e non resisto, skippo  la J perché dopo viene la K di Killing Joke. Arf arf.

2 pensieri su “gesummariacatena

  1. “quando ancora quello che eri era anche il riflesso di quello che possedevi”

    E’ una giusta riflessione, soprattutto per i musicofili: quando ancora non c’era il download più o meno illegale di mp3, ci pensavi due volte prima di tirare fuori i soldini per comprare un album. Di conseguenza eri quello per cui avevi corso il rischio di spendere.

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