alti e bassi di fedeltà sonora

la storia del batterista che ascoltava Anna e Marco in cuffia

Ho un amico, un caro amico, che anche se negli ultimi venti anni avrò visto si e no tre volte lo considero tale perché ci siamo conosciuti a 14 anni tramite uno di questi due (non quello della libreria, l’altro, quello che scrive anche di Dante) e abbiamo condiviso una fase importante della nostra vita, il primo gruppo rock. Con lui ho fatto il mio primo vero concerto, che in realtà era il secondo ma il primo non me lo ricordo nemmeno, e insieme a lui ne ho fatti tanti altri, ma se avete mai avuto una band in quegli anni lì della vostra vita, saprete meglio di me che cosa vuol dire, perché i musicisti con cui cresci contano più della famiglia, delle fidanzate e di tutto il resto. Lui poi ha fatto una bella carriera da batterista, che è cominciata proprio con Lucio Dalla. Una volta mi raccontò di quando si rese conto di suonare davvero con Lucio Dalla, era dietro ai suoi tamburi e aveva le cuffie per ascoltare meglio l’audio sul palco, e c’era Dalla che cantava “Anna e Marco” e lui si ricordava di quando sentiva il disco da ragazzino in cuffia allo stereo e lì sul palco era proprio come sentire il disco in cuffia come quando era ragazzino, però adesso c’era lui alla batteria e stava accompagnando Lucio Dalla dal vivo. E niente, oggi ho pensato a quanto sia stato importante Lucio Dalla per il mio primo batterista, e mi sono rattristato il doppio.

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