quattro stagioni (rossa)

a denti stretti

La cosa che ti invidio di più non è tanto l’età, insomma da lì ci sono già passato e sebbene avere trentasette anni in meno non mi dispiacerebbe ti dirò che sono piuttosto soddisfatto di tutto, compreso l’essere nato quando sono nato. Quello che ti invidio di più sono le risate che ti fai, probabilmente è tipico dell’infanzia sbellicarsi come fai tu, ridere fino a farsi mancare il fiato, perdere il controllo a tal punto da farsela addosso. Ora, effetti collaterali a parte, ogni volta che succede, per esempio quando ti sgrido al contrario, come lo chiamiamo noi, tipo “Smetti subito di fare i compiti e fila a giocare al DS”, oppure “Basta, finché non è mezzanotte non voglio che ti sposti da quella tv, hai capito?”. O quando abbiniamo il volume dei versi agli animali in modo indirettamente proporzionale alla mole, un altro gioco di paradossi, per esempio il pulcino appena nato che fa PIOOOOOOO con un timbro da Sepultura, o il dobermann inferocito che prima di azzannare la sua preda la spaventa con un bau sommesso.

Ecco, ogni volta in cui ti vedo sbellicarti dalle risate penso a quanto tempo è che non mi viene da ridere così. Ci sono cose che mi fanno sorridere, film che mi divertono, leggo libri che mi mettono di buon umore, ma la risata che mi suscitano dura poco. Purtroppo lo sfogo che l’esplosione di ilarità consente non ha eguali, un orgasmo incontrollabile che fa perdere la ragione, fa venire le lacrime agli occhi e il mal di pancia. E dopo ci si ritrova ad asciugarsi gli occhi e a qualche strascico, e tutti ti guardano stupiti del modo con cui ti sei lasciato coinvolgere.

Mi piacerebbe davvero ridere con te e proprio come fai tu, e forse le cose che fanno ridere veramente sono solo quelle pensate per i bambini, le barzellette con il tedesco, il francese e l’italiano e i nomi esotici di ministri e tuffatori, i vari fur-gon-cin e sesokimaspinto. La satira, l’ironia, il sarcasmo, tutte forme sublimi di umorismo intelligente, le cose da adulti, in pratica, non fanno più per me. O ancora peggio i comici che fanno i simpatici parlando di figa e di calcio e quelli da show in tv. Vedrai, quando sarai grande, non ci sarà proprio più niente da ridere.

8 pensieri su “a denti stretti

  1. Ma lo sai che non è sempre così? Una delle poche cose belle che ho e che mi invidio, è quella di ridere fino alle lacrime e magari per una scena di un film di Fantozzi che ho visto almeno diecimila volte o per una battuta stupida. Sì, rido come i bambini e non riesco a smettere, certo alla pipì addosso non ci arrivo più, ho pur sempre quasi trent’anni 🙂
    Io non ho avuto un padre come te, eppure…
    Quindi figuriamoci la tua fortunatissima figlia 🙂

  2. Boh, nemmeno io rido più di gusto come un tempo. Se dovessi risalire all’ultima volta che è accaduto dovrei andare indietro di parecchi anni, forse una quindicina.
    Più o meno all’età di Claudiappì.
    E’ che le mascelle fanno un po’ di ruggine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *