quattro stagioni (rossa)

campominato.exe

Che ora per essere polically correct si chiama prato fiorito ma aver cambiato solo il nome non ha variato la sostanza. Se prima facevi un passo falso saltavi in aria, il che era un disastro, ma ora se sbagli a mettere il piede finisci su una “busa” di vacca il che non è una bella esperienza se calzi infradito, ma ti possono anche capitare le zecche se il prato fiorito si trova nei pressi di una zona boschiva alla mercè di animali facili prede di parassiti. Ma la dinamica è la stessa, fai attenzione alla prossima mossa perché se non usi l’arguzia tutto è contro di te e nel gioco puoi fare partite all’infinito ma nella vita sei spacciato o al massimo trovi persone ben disposte a sopportarti. E come difficilmente tieni uno storico della tua attività con i giochi di sistema di Windows così non è facile ricordarsi di quando qualcosa è esploso sotto di te o più verosimilmente hai inavvertitamente schiacciato un lascito canino per strada che nell’immaginario collettivo è l’errore per antonomasia – si dice che porti fortuna ma non ci ho mai creduto – e allora se procediamo per metafore ci vorrebbe ben altro che un blog per contenerle tutte.

Così uno si chiede come comportarsi se in quello scenario di persone che hanno condiviso parti importanti della tua esistenza di cui abbiamo fatto cenno più volte e anche qui in altri termini fa capolino una figura di un certo rilievo nella tua formazione con la quale malgrado il tempo lasciato alle spalle condividi ancora numerosi contatti e che il sistema elettronico beffardo ti suggerisce costantemente come un amico da aggiungere e che supponi in modo speculare, quindi dall’altra parte ritieni non ci sia il minimo interesse a gettare un ponte tra le due opposte rive, quindi pensi ma a me chi me lo fa fare di tendere la mano e riprendere i rapporti, anche se virtuali. Sarà una casella a salve o una caricata a esplosivo?

D’altra parte può anche andare molto peggio quando riscopri tramite il collegamento con l’amico dell’amico dell’amico quella tizia con il piercing al labbro con cui hai tentato approcci nei modi più naif della storia del corteggiamento da risulta e di cui non ricordavi nemmeno l’esistenza figuriamoci il nome, perché da allora sono passati non solo litri di birra sotto i ponti ma anche anni decisivi per la scelta del sistema di emancipazione privato da implementare su te stesso. Così rivedi la faccia e pensi che possa essere innocuo mandare un segnale di avvicinamento, supponendo che magari i tempi in cui il suo partner con il nome da centrocampista della nazionale tedesca e dalla professione che non lasciava dubbi sulla pressione esercitata dalla stretta delle sue mani sono finiti e avere qualche ragguaglio su quello strambo capellone che spuntava all’interno del suo campo visivo nei momenti più impensati possa rientrare nei suoi desideri. Ma c’è chi, come lei, prende i socialcosi troppo sul serio rispetto al loro effettivo valore relazionale e di fronte alla tua richiesta acqua e sapone risponde con un messaggio preliminare, nemmeno fosse la casella elettronica infoatnasapuntoorg, chiedendoti chi sei perché il nome non le ricorda niente. Quello è un passo falso, una mina antiuomo che esplode sulla tua autostima, se non altro perché te la sei cercata, hai svegliato il can che dormiva e perché credi che tutti siano rilassati come te e una volta risolti i problemi con il diventare adulti tutti siano pronti a mettere in discussione il proprio background esperienziale tanto i giochi sono fatti e sei diventato quel che sei diventato e non ci sono ripescaggi, proprio per niente, non c’è un girone di play-out con qualcuno per rientrare in gioco. Così quando leggi una risposta tipo “scusa ma il tuo nome non mi ricorda nessuno, puoi darmi qualche dettaglio in più” come se le avessi chiesto di entrare nel suo corpo anziché entrare nella sua cerchia di eletti su Facebook, la cosa ti lascia basito, insomma possibile che il tuo cognome non le ricordi nulla ma proprio nulla, davvero non mi ha mai sentito nominare, ti chiedi. Forse si è bruciata il cervello con tutti i sistemi legali per ovviare ai problemi che le sostanza stupefacenti hanno con la legge? Non so, in genere ci sono quelli che in presenza di debacle di tale portata reagiscono con un semplice “ops scusa, un caso di omonimia, devo aver sbagliato persona” e poi basta, che sono quelli rilassati come me che al massimo ne scrivono prima o poi in un posto come questo e la cosa finisce lì. O quasi.

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