quattro stagioni (rossa)

non te ne compro un altro

Per la prima volta dal dopoguerra ecco una generazione che vive peggio delle precedenti. Dietro ci sono quelli che hanno occupato tutti posti creati dalla modernità, davanti quelli senza futuro ma che almeno hanno il tempo e la gioventù dalla loro parte, nuove tecnologie per vivere più facilmente, i soldi dei loro genitori (che sono quelli dietro) e benefit come viaggi in aereo costosi quanto una pizza e una birra di cui fare man bassa in tutto il tempo libero che gli rimane visto che di lavoro non ce n’è. E nel mezzo questa generazione di sfortunati, intenti a guardare il palloncino che gli era stato messo in mano come premio per abitare il presente sgombro da crucci e che al primo colpo di vento è volato via, nemmeno il tempo di riuscire ad assicurare il cordino al polso che già era perduto, e non so che senso abbia stare fermi qui a seguirlo mentre si fa sempre più piccolo e aspettare che sparisca nel grigio delle nuvole su.

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