quattro stagioni (rossa)

il giorno, più lungo

Eppure non è molto che ho scritto questa cosa qui ma si sa, a fare i giochi del mi sembra ieri si finisce a ritroso alle generazioni che ci hanno preceduto, gli avi al tempo del Risorgimento, il medioevo e l’australopiteco. Il solito esagerato. Ma diamine la data è quella e un altro anno scolastico si è chiuso, un po’ a fatica per via delle maestre che hanno preso il posto delle precedenti e poi le supplenti tanto che la rappresentazione grafica della continuità didattica ricalca l’esempio di linea spezzata che hai disegnato sul quaderno di geometria, il profilo di una catena montuosa a fianco di rette e curve. Ti prometto che questa volta farò di tutto per fermare questa invida aetas che anche mentre scrivo sarà già fuggita e chissà perché c’è sempre tutta questa fretta che non puoi stare fermo nemmeno un secondo sul secondo che stai vivendo che già c’è quello dopo e carpe diem suona più come una bestemmia storpiata perché non si può sempre continuare così. Quest’estate sarà diversa. Da stasera, che è la prima sera di vacanza, tutto durerà il doppio. Puoi scommetterci.

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