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sorpresa, è tutto finito

Alla grande è un modo di dire roboante, che può farmi ridere se lo dice un comico anni ottanta, ma qui in pochi hanno più voglia di slogan pubblicitari da gelati confezionati. Un esempio? Ci si lascia un bel giorno con il proposito di ritrovarsi dopo le ferie per riprendere alla grande. E questa è una cosa che non capisco. Intanto una visione così sbilanciata su quello che già è un dato di fatto, lavorare come bestie per maturare un giorno di ferie ogni dieci giorni e rotti, lascia a intendere che stare in panciolle con moglie e figli sia una sorta di anticamera per la stagione lavorativa alle porte, quegli autunni che ogni anno sono sempre più caldi ma che ultimamente portano solo inondazioni e bizzarre quanto pericolose anomalie atmosferiche in un’area geografica che un tempo era il numero uno per il sole e le mozzarelle e oggi sembra di stare ai tropici con i lavorati latticini che tendono al blu. In secondo luogo, se la situazione era di merda anche prima non è che in queste due o tre settimane un team di fatine colorate si è dedicato a risollevare le sorti dell’economia locale girando azienda per azienda, senza far squillare allarmi dato il loro status di incorporeità, risanando bilanci, coprendo buchi, immettendo liquidi nelle casse, richiedendo commissioni, domandando preventivi, riconfermando contratti, ricostruendo lungimiranza imprenditoriale e risollevando umori a vari livelli. Quel giorno, quello dell’amara constatazione che nella vita il riposo è solo un di cui e che per molti è oggi, riaccendiamo computer ritrovando la stessa situazione di merda che è rimasta in stand by anche se abbiamo scollegato dalle ciabatte i dispositivi per evitare improbabili conseguenze da temporali ferragostani. Per questo nessuno ha intenzione di riprendere alla grande, perché è un modo di dire da sbruffoni che pensano che fare coraggio al prossimo sia solo una questione di modi di dire standard. Io alla grande non ho nessuna voglia di riprendere, e invito voi che oggi siete tornati in ufficio e come prima cosa siete venuti qui a leggere queste poche righe a fare mente locale che non c’è una virgola che si è spostata verso il meglio, in tutto questo tempo. Mandate a quel paese alla grande chi vi vuole sul pezzo con entusiasmo, non sta a voi far riprendere il tutto diversamente da come l’avete lasciato.

8 pensieri su “sorpresa, è tutto finito

  1. Un po’ di ottimismo, tuttavia, non guasta. La tua visione rende penoso anche solo il sedersi alla scrivania. Certo che non sta me far ripartire tutto diversamente, ma sta a me rendere tutto accettabile e vivibile, se no mi sparo un colpo in testa. Ma se qualcuno usasse il termine “alla grande” lo guarderei come un alieno saltato direttamente nel 2012 dagli anni ’80 e a mala pena riuscirei ad abbozzare un sorriso di circostanza. Qui poi di “grande” ci sono solo le gru che spostano macerie del terremoto, figurati te come stiamo “alla grande”…

  2. Io cerco sempre di essere ottimista ma, a volte, preferisco riprendere in modo slow piuttosto che alla grande. Già….

  3. Sono in malattia da quasi un mese, non ho staccato né spine, né telefoni, e la capa continua a ripetere che da settembre ripartiremo alla grande. La settimana prossima tornerò in ufficio, con uno spaventoso prurito alle mani. Soprattutto perché una sarà ancora ingessata. Che palle. E quindi non ti auguro un buon rientro, mi sembra il minimo 😉

  4. Da me invece sembra tutto fermo agli anni 80. Un po’ per chi è rimasto lì, un po’ per chi vive di revival. In tutti i sensi.

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