alti e bassi di fedeltà sonoraappunti per una Top Ten del 2012

meglio solisti che mal accompagnati?

Spiegatemi perché il cantante di un gruppo decide di avviare una carriera solista parallela a quella della sua band producendo materiale assolutamente in linea con quello realizzato dalla band stessa. Mera questione di spartizione dei profitti? Voglia di solitudine? Necessità di dimostrare la propria autorevolezza artistica anche senza l’apporto dei propri compagni di avventura? Era già successo tempo fa con David Gahan, che ha pubblicato un paio di album assolutamente depescmodizzabili, e ora si ripete con Paul Banks che dà alla luce un album parzialmente omonimo che potrebbe essere il nuovo (e più riuscito del precedente) lavoro degli Interpol. Qui trovate l’intera tracklist in streaming, lunga abbastanza per riflettere sul problema che ho posto. Qui sotto invece un brano piuttosto interpolizzante, vedete voi.

3 pensieri su “meglio solisti che mal accompagnati?

  1. Mah…pezzo abbastanza anonimo…..di Banks solista ne possiamo anche fare a meno. Di solito gli “spin off” più interessanti sono quelli dei non-cantanti dei gruppi che possono esprimere quello che nella band resta nascosto.

  2. Voto per la tre, probabilmente perché credo che arte e business passino per un ego che ha le sue fisime, e non so nemmeno io cosa voglia dire – perdonami ma oggi non connetto bene.

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