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grazie per l’ospitalità

Sono seduto su una poltrona che ha dell’incredibile, nel senso che ha un tipo di comodità perfetta per un posto come questo e per alcune delle attività che si fanno in un posto come questo. Ed è anomalo che mi trovi qui di domenica pomeriggio, perché la norma vorrebbe che una biblioteca pubblica osservasse i turni degli altri uffici comunali. Invece trovo che sia un’idea vincente. Se hai una biblioteca di concezione moderna, meno libri e più luogo di incontro e coesione sociale, offrire uno spazio gratuito dove coltivare i propri interessi nei giorni liberi o semplicemente trascorrere del tempo da solo o in compagnia leggendo, sfogliando riviste o utilizzando la connessione wireless gratuita è una bella prova di servizio moderno dedicato alla collettività. Poi arredarla con pezzi come questo, rende il luogo oltremodo confortevole, tanto che sei lì che leggi abbandonato a questo schienale che con le sue propaggini forma due paratie ai lati degli occhi tali da ridurre i motivi di distrazione da quello che stai facendo. Perché ci sono bambini che corrono, persone che chiacchierano, gente che consulta cataloghi sui terminali o sbircia negli scaffali per cercare qualcosa di interessante. Nell’insieme non c’è molto di diverso da casa propria. Nessuno ti può sbattere fuori, basta comportarsi bene. Si sta comodi al calduccio. Certo, non si può venire qui in tuta e ciabatte e non è possibile mettere i piedi sul tavolino e sgranocchiare pop corn sbriciolandoli sul pavimento, ma si tratta di particolari sui quali non è difficile soprassedere. Per il resto, tutto è pensato per far stare l’utente a proprio agio. Prendete me. Sono qui sprofondato in questo guscio isolante, prima leggevo il romanzo che mi porto sempre dietro per dedicarmici in ogni minuto libero, poi mi sono messo a scrivere queste due righe giusto per condividere il piacere di passare una domenica pomeriggio in un posto così, in cui l’unico rischio è rilassarsi a tal punto da addormentarsi all’impr

5 pensieri su “grazie per l’ospitalità

  1. sì, posso immaginare, rientra un po’ nel discorso se rispettare gli orari come si faceva una volta o proseguire nella de-regulation

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