alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 21.01.13

Beat’n’Love, “Il primo computer me lo comprò papà”: Mi ricordo di serate invernali in cui papà voleva star lì a leggere blog pionieristici in comic sans e sfondo blu elettrico, con post lunghissimi sulle scie chimiche, la Gladio, Aldo Moro e gli Ordini Mondiali. Mamma voleva giocare a Spider. Io scaricavo un mp3 al giorno, controllavo le email (casomai il vichingo m’avesse scritto), chattavo su MSN con le compagne di scuola.

Tantopercantare, “Edward mani di forbice”: Ho sempre avuto con i miei capelli un rapporto di quasi totale disinteresse. Ho sempre provato un senso di inadeguatezza alla domanda “Come li facciamo?”

Tornasole, “Yo soy la milonga brava”: Entrando in una milonga, anche un osservatore poco attento e completamente estraneo al mondo del tango argentino può riconoscere i principianti assoluti, e distinguerli facilmente dai ballerini di livello intermedio e avanzato. Questi ultimi, infatti, si muovono con variabile ma pur sempre percettibile grado di eleganza e grazia, mostrando, nei casi migliori, di non limitarsi a incedere, ma di saper creare figure mirabili nei momenti di crisi, risolvendo la pista quando questa risulti congestionata. Ne consegue un notevole risultato visivo, che è quello di uno sciabordìo di piedi e gonne e svolazzi in movimento perenne, inarrestabile.

Paolo Natale, “La rimonta di Berlusconi? Leggenda metropolitana”: Sfatiamo dunque la leggenda di Santoro al servizio pubblico di Berlusconi. Ancora oggi le stime del Pdl non superano il 17-18 per cento, e non c’è stato nessun effetto particolare della puntata incriminata. Come non mi stancherò di ripetere, l’elettore non assomiglia al mitico cane di Pavlov, che segue un cortocircuito stimolo-risposta. È dotato di raziocinio e di qualche capacità intellettiva superiore: la delusione legata a precedenti governi non viene rimossa dal semplice suono di una campanella, dal canto delle sirene, ma è sedimentata nella sua esperienza di vita.

Matteo Pascoletti, “La Fuffa nell’era dell’Agenda Fuffa”: Ma cosa succederebbe se la Fuffa non si limitasse a circondare l’uomo? Cosa succederebbe se #Fuffa e affini fossero nei TT un giorno sì e uno no come un Justin Bieber qualunque, se le Università promuovessero corsi in Scienza della Fuffa o costosi master in Management della Fuffa, se una metropoli ospitasse la FuffaFest con tanto di ospiti internazionali e sponsor prestigiosi, se sui quotidiani “Fuffa” iniziasse a comparire nei titoli sempre più spesso, se una fondazione promuovesse il Premio Fuffa per la Miglior Startup, se gli intellettuali conducessero seminari sull’estetica della Fuffa o sul passaggio dall’Era della Lana all’Era della Fuffa, se le conversazioni con gli amici fossero inflazionate senza soluzione di continuità dalla Fuffa, se un partito inserisse tra le priorità del proprio programma l’Agenda della Fuffa e se, infine, gli editorialisti più famosi dedicassero un articolo a settimana alla questione Fuffa, alla crisi della Fuffa, al rilancio della Fuffa?

Canzone del giorno
Karl Bartos – Atomium

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