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la dignità sotto i piedi

Ci sono anche i saldi nei posti dove già di norma le cose costano nettamente di meno delle boutique, quelli che propongono una scelta al di sotto degli outlet e quasi dei venditori ambulanti che smerciano capi contraffatti, o per lo meno a quel livello lì. Io sto cercando un paio di Clarks tarocche, perché le Clarks ormai sono uno dei pochi modelli dentro i quali i miei piedi non si ribellano ma le Clarks originali non le voglio più comprare, perché costano dai 120 ai 140 euro a seconda del negozio, ora ci sono anche su Amazon ma non trovo mai il numero, e poi lo sapete che ragiono in lire e proprio in lire sono 240 mila. Voglio dire, un tempo un paio di scarpe al quel costo non le avrei mai acquistate e le Clarks a dir tanto costavano ottantamila lire, e già era un prezzo impegnativo. Così ho deciso di comprarle tarocche, che non è detto che non si trovino di qualità. Ed era già da un po’ che ci pensavo, almeno da quando rientrando da Varese per lavoro ho visto sulla strada un mega super iper magazzino il cui nome non lasciava dubbi. Il risparmione della scarpa. Bello, neh? Vero che ci state facendo un pensierino? Ma ero in autostrada e non mi sono fermato, consapevole del fatto che abitando nella zona a più elevata densità di centri commerciali, un paio di banalissime Clarks marrone scuro tarocche da qualche parte le avrei trovate.

E c’è una imponente rivendita monotematica a una manciata di km da qui, quei posti a cui si accede solo in auto perché costruiti in mezzo a svincoli e tangenziali e superstrade. Anche quell’iperstore ha un nome che richiama all’affare, spendi poco ma non scendi a compromessi in qualità. L’allestimento non è dei più invitanti, diciamo che dal punto di vista del marketing nel presentare i prodotti sullo scaffale ci sono ancora margini di miglioramento, il tutto soffocato da centinaia di stand ricoperti disordinatamente di pantofole di tutte le fogge dietro le quali è facile giocare a nascondino, questo ve lo dico qualora vi accompagnaste ai vostri figli durante le sessioni di shopping, cosa che io evito di fare.

Mentre cercavo il reparto uomo, ho notato una signora con il marito. Lei voleva provarsi un paio di stivali di quelli che usano adesso, quelli che puoi metterci dentro i pantaloni stretch e i jeans alla moda. Ovviamente capi in versione tarocca. Li stava valutando a distanza e si stava avvicinando al modello preferito quando si è fatta avanti una famiglia di etnia difficilmente identificabile, così vestiti male potevano essere nomadi o giù di lì. La mamma ha preso in mano proprio lo stesso stivale a cui la signora era interessata e si è chinata per togliere la scarpa e provarlo. Questo probabilmente ha fatto desistere dalla scelta la signora di prima, ho sentito che diceva al marito che aveva cambiato idea ed è facile immaginare il perché. Siamo più poveri ma non vogliamo ammetterlo, ci siamo anche abbruttiti ma non bisogna dirlo perché poi gli altri chissà cosa pensano. Ma guai a dirci che non esistono più i poveri di un tipo e di un altro. Una signora come quella non acquisterebbe mai un paio di stivali tarocchi che possono rientrare nei gusti di una nomade. L’ho vista allontanarsi e ripiegare fintamente su una scarpa bassa, ma non è passato molto che è se ne è andata da lì a mani vuote, probabilmente dicendo al marito che non ne voleva sapere di essere scambiata per una con lo stesso potere d’acquisto di una rom. Perché va bene cercare di fare affari, ma c’è un limite a tutto. Che poi secondo me quei stivali non li ha comprati nessuno.

Ma è finita che poi ho trovato un discreta disponibilità di Clarks tarocche. C’erano blu e beige e color visone, che poi è il marrone che cercavo e che nel caso delle Clarks originali non si chiama così quel colore, ma pazienza. Un paio costavano addirittura diciannove euro, un po’ poco ma erano scontatissime e poi non è detto che non siano di buona fattura. Le ho provate e ho così potuto comparare in tempo reale la calzabilità con quelle originali che indossavo. Questo mi ha indotto a lasciarle lì, sembravano in effetti di cartone. Ne ho provato un altro modello a dieci euro in più, c’era il 44 anziché il 45 che per me è un numero a rischio, dipende dalla forma che hanno. Ma mentre le estraevo dalla scatola è sopraggiunto un ragazzo cinese con la fidanzata che gli ha indicato con entusiasmo le Clarks tarocche, proprio come quelle che stavo valutando. Ha trovato un numero piccolo, si vede che i cinesi non sono come noi caucasici, e mentre le rimettevo nella scatola senza nemmeno provarle e uscivo dal negozio a mani vuote pure io, come la signora di prima, ho pensato se ho mai visto un cinese con le Clarks.

6 pensieri su “la dignità sotto i piedi

  1. Ecco lì, così alla fine non ti sei comprato niente.
    A parte la vena di amaro umorismo che apprezzo sempre, le scarpe devono essere di qualità, altrimenti ci si rovina i piedi.
    Accidenti, anch’io ragiono in lire, dobbiamo toglierci questo viziaccio, Plus.

  2. Sai che gli stivali che ho comprato in uno di quei capannoni “all you can try and don’t buy” sono made in India? Saranno fashion con il sari dentro?

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