partiti e poi tornati

gian il metallaro

Ce n’era almeno uno in ogni classe e poi si riunivano tra di loro in compagnie un po’ ai margini. Era facile incontrarli quando gli stereotipi hanno iniziato a non essere più radicali e mentre prima non c’era proprio la volontà di mescolarsi poi le cose sono cambiate. E non mi riferisco certo alle operazioni commerciali come quando Run Dmc e Aerosmith hanno infranto il tabù che voleva i metallari confinati nelle loro cantine puzzolenti a suonare le chitarre roteando la testa. Dove abitavo io c’era un gruppetto di ragazzi conciati così, con i capelli tutti sfibrati, i jeans stretti alla caviglia, le scarpe da ginnastica alte, chiodo con sotto la felpa e il cappuccio che spuntava dietro. Dalla prima volta che si è parlato di lui non ho smesso di associarlo a quei tipi lì, non proprio adepti dei Manowar o roba di quel genere ma più sul fronte hard core. E oggi ne abbiamo uno al potere. Anzi due, ma l’altro, almeno, ha il buon gusto di incappucciarsi.

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11 pensieri su “gian il metallaro

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