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all’oscuro di tutto

I vetri neri o, meglio, fumé, di cui numerose vetture al giorno d’oggi sono dotate mentre, se non erro, fino a poco tempo fa si trattava di un optional vietato per ovvi motivi di supremazia della sicurezza pubblica sugli isterismi da privacy a tutti i costi, oltre a essere un provvedimento peraltro che imponeva una soglia di buon gusto a bilanciare le scelte estetiche in fatto di macchine degli italiani, hanno tolto ai nostri figli l’insuperabile piacere di fare le boccacce a quelli che ti superano ostentando il turbo, i cavalli e le dimensioni di carrozzeria che tanto piacciono ai nostri connazionali. O meglio si tratta di un divertimento che può essere mantenuto in auge, ma senza sapere a chi sono dirette le pernacchie non c’è più gusto. Senza contare che al di là del vetro nero, che prima poteva solo celare gente del calibro di Emilio Fede, starlette in odore di successo o entrambi nello stesso abitacolo, oggi l’anonimato può nascondere un team di muratori rumeni pronto a far pagare a te, in quanto padre responsabile del comportamento dei tuoi figli minorenni, il costo di tanta insolenza. Che poi non è detto che siano solo i muratori rumeni a dotarsi di equipaggiamento trendy come quello o come quel modo di verniciare in rilievo le vetture che, ragazzi, non si vedevano cose così tamarre dai tempi dei led sulla Lancia Delta Integrale.

Trovo invece che mostrarsi trasparenti ai vicini di coda sia comunque non solo una forma di cortesia, perché la chiarezza può riservare sorprese. Ricordo quando vidi tre quinti dei Matia Bazar fermi quanto me lungo un viadotto dell’Autostrada dei Fiori, questo prima dell’arbitrario e infrangibile oscurantismo con cui si è deciso di mettere al riparo i propri famigliari dagli sguardi indiscreti. Tanto che io e un amico volevamo brevettare dei pupazzi da mettere in macchina, tipo quei dummies di cui le copertine di bignami uno punto zero sono pieni, però con l’effigie di personaggi celebri del momento. Pensavamo di chiamarli “i compagnoni”. Mica male, eh? Ora, per dire, andrebbero a ruba Casaleggio, il nuovo papa, Di Canio che sfodera il saluto nazifascista. Te li metti in auto, parti, e stai sicuro che puoi attirare così tanto l’attenzione che chi ha i vetri fumé si pentirà di non poter fare altrettanto.

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