alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 29.04.13

Arch’IT, “PROJEKT&progetti”: I disoccupati tedeschi possono contare ormai da diversi anni su un’iniziativa davvero bella: sviluppare le proprie capacità creative e professionali facendo teatro, per di più pagati dallo Stato.

Civati, “La mia personalissima posizione”: Ho perciò preferito il dissenso all’ipocrisia e ho gentilmente respinto i richiami all’ordine, perché l’ordine si rispetta solo se in precedenza c’è stata la possibilità di esprimersi, di discutere e di votare sulla base di un’attenta valutazione del parere di ciascuno. Votare tipo «prendere o lasciare» non fa (o non dovrebbe fare) parte della cultura del Pd.

Rivista Studio, “Quando la Cia usava l’arte moderna come un’arma”: Utilizzare l’arte e la cultura occidentale a fini propagandistici: i servizi segreti americani ebbero questa idea fin dalla fondazione della Cia, nel 1947. Appena tre anni dopo venne istituita una divisione detta delle Organizzazioni internazionali, al cui vertice fu posto Tom Braden: fu questo dipartimento a finanziare la trasposizione cinematografica de “La fattoria degli animali” orwelliana, nonché a sponsorizzare artisti jazz americani e i tour internazionali dell’Orchestra sinfonica di Boston. E, nei fatti, a promuovere proprio l’avanguardia dell’espressionismo astratto.

Tred, “Un governo liberale”: Attenzione: niente presunzioni di superiorità da parte nostra. La “matrice politica liberale” è una visione ideologica altrettanto degna e legittima. Solo che non è la nostra. E chi non è liberale, ma è socialista (e socialista sul serio, non per una vuota adesione ad un brand europeo), si deve interrogare su come uscire dall’angolo. Senza aver paura di sostenere le proprie opinioni in pubblico, senza paura di scomuniche da parte di chi si fa forte di un’egemonia ideologica schiacciante.

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