alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 19.05.13

La Stampa, “Il fantasma della città, webdoc su Google Maps”: A giudicare da una prima ricognizione sul territorio, negli ultimi decenni Milano e il suo hinterland si sono sviluppati in modo caotico, senza la preoccupazione di ricondurre la progettazione a un tratto comune. Con il risultato che spesso intere comunità hanno costruito la propria identità attorno a dei non-luoghi (capannoni industriali, rotonde trafficate, binari abbandonati anziché piazze, giardini, musei); sono state costrette a definirsi per sottrazione, lontano dai canoni della bellezza, della razionalità, dell’armonia.

Valigia Blu, “Fermiamo l’anarchia dei supermercati”: Per quanto sia difficile non essere d’accordo con Alfano, l’affaire Insulti Gratuiti Al Supermercato pone una questione molto più grande e delicata: quella del «controllo dei supermercati», ormai vere e proprie madrasse d’odio e impunità, coperte da un Far West normativo che incita all’anarchia e garantisce l’impunità totale.

Non leggere questo blog, “Eiaculazione da Tiffany”: Audrey Hepburn come Ruby Rubacuori, paragone leggermente azzardato, in prima pagina del Giornale di oggi.

Mezza mela, “Pensieri del giorno dopo”: Ho difficoltà a pronunciare le parole gay, omosessuale, lesbica. Ho delle grosse difficoltà, per farlo mi devo sforzare, molto. Ho delle difficoltà a usare delle parole che definiscono una persona in base al suo sentire sentimentale e sessuale.

Malvino, “La figlia”: Quando leggo un’intervista a uno dei suoi figli – stavolta mi capita con quella a Marina, sull’ultimo numero di Panorama (LI/22 – pagg. 64-69) – penso a tutte le volte che Silvio Berlusconi ha giurato sulla loro testa.

la versione di chamberlain, “la storia siamo noi”: Sì, avete capito bene, morte. Decedute, sepolte. Sono zombie, gente che ha vissuto nel secolo scorso di questo paese pietrificato dove i giovani non hanno spazio, e sono sempre le stesse facce, non cambiano mai. E intanto il paese va a pezzi, la crisi ci sta mangiando vivi, stiamo fallendo, e noi ci preoccupiamo di mandare sulla televisione pubblica, pagata con i nostri soldi, le storie di persone morte. Sveglia! Altro che morti, a noi interessano i vivi!

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