quattro stagioni (rossa)

solstizio blues

Non è che non mi piacciano le vacanze, è che mi piacerebbe esserci adesso e il fatto di essere ancora qui me le rende invise. Vorrei essere in ferie ora, con le giornate lunghe lunghe, tre stagioni da scrollarsi di dosso, poca ressa intorno, caldo tutto sommato accettabile, acqua del mare poco calda e poco frequentata. Perché poi ti ritrovi a scollinare in serate come questa e pensi che quella che tutti chiamano la bella stagione mica la vivi così. È solo una parentesi in cui passi dalla calura fuori all’aria condizionata agghiacciante degli interni, tanto che uno si chiede come sarà il genere umano tra qualche secolo abituato a vivere solo in ambienti confortevoli. I vampiri muoiono se vedono la luce, noi ci estingueremo se non avremo una temperatura accettabile intorno. Un intervallo tra il primo e secondo tempo, tra vedere ragazze con lo scialle al chiuso perché boh, probabilmente a vent’anni soffrono di cervicale e poi biotte all’esterno, passate dai leggins agli shorts inguinali senza passare dal via. Non esistono più le mezze stagioni ma nemmeno le mezze misure del pudore. Quindi da domani prepariamoci, scatta l’inesorabile discesa verso le giornate corte quando noi eroi del terziario avanzato dobbiamo ancora ambientarci al nuovo passo della estate che, guarda un po’, sta suonando pure alla mia porta ma non ci sono, sono in ufficio, non c’è nessuno che possa aprire.

9 pensieri su “solstizio blues

  1. Inaspettata, ieri, una richiesta di mio padre: prendi il mio posto per tre settimane in Sardegna? A momenti mi metto a piangere dalla gioia, io che alle ferie avevo rinunciato. E mia figlia ancora salta da quando glil’ho detto. Che vedere costumi in spiaggia é meglio che vederli sui treni. Mi pare anche più appropriato. Ma io vengo dalla tua stessa era

  2. va be’, ho capito, faccio un fioretto a poseidone e da domani faccio una calatina in più in tuo onore… 😀 pensavo che voi ragazzi apprezzaste le pudenda sbandierate 🙂

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