alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 18.07.13

Rivista Studio, “Le correzioni”: Ceffi come Ezra Pound, T.S. Eliot e Virginia Woolf sono stati i primi ad abbracciare l’ossessione della rilettura-riscrittura, invischiati com’erano in un momento storico-letterario (il Modernismo, appunto) secondo cui un’opera letteraria aveva il dovere di rompere gli schemi, superare la tradizione e sfidare il lettore.

Jumpinshark, “Le passioni dell’anima digitale”: Domenica mattina Facebook mi presentava uno status sulla morte di Cory Monteith, famoso per la serie Glee: Fanpage.it, come mostra la foto qui a fianco, lancia il suo articolo e comunica semplicemente il decesso. Noto subito i molti mi piace, non penso siano 82 persone particolarmente crudeli e ansiose di esprimere la loro pubblica approvazione per la prematura scomparsa dell’attore, però il gesto mi pare ugualmente inopportuno. Non metterei pollice su a quello status, soprattutto se volessi intendere con quel gesto che mi piacciono le cose che il giovane Monteith faceva in vita.

penna bianca, “La felicità”: La felicità non ama essere presa troppo sul serio e nemmeno amata in maniera esagerata. Sa della sua vulnerabilità, della sensibilità ai tempi e agli umori. Se ne sta lì come macchie di luce nel bosco, che filtrano i raggi del sole e danno contrasto alle cose.

nuovo e utile, “Breve tour guidato (e non noioso) attorno al concetto di cultura”: Ho raccolto in questo post alcuni articoli brillanti: una buona lettura, anche per il weekend. A dimostrare ancora una volta che la cultura è tutto tranne che una faccenda noiosa, inutile, antipatica e che “non si mangia”, anche se spesso, da chi poco la frequenta, viene presentata così. La cultura è quel che noi siamo e saremo, e viceversa. E mi piacerebbe sapere che ne pensate.

Nessuno Dice Libera, “Perché donare organi e tessuti”: L’uomo muore da sempre nello stesso modo, solo che ora possiamo identificare l’inizio del processo, quando questo diviene irreversibile. Benchè il cuore sia da sempre considerato l’organo nobile per eccellenza, la morte avviene quando muore il nostro cervello, ovvero quando cessano irreversibilmente tutte le funzioni dell’encefalo. La scienza e la tecnologia, oggi, ci permettono di capire quando questo avviene e con quali criteri, clinici e strumentali, possiamo dichiarare la ME del nostro paziente, tramite un flusso operativo determinato per Legge. Finito il pippone medico-legale ora vi vorrei raccontare di che cosa succede davvero in una Rianimazione quando un paziente va in ME e se, a questa diagnosi, segue il consenso dei famigliari al prelievo multiorgano.

Masticone, “Il processo”: La maggior parte delle persone crede, infatti, non solo di sapere come si svolge, ma è persino convinta di avere anche il diritto di poter giudicare le sentenze. Ovviamente senza conoscere le prove (se non attraverso i filtri dei media), o le argomentazioni degli avvocati o le testimonianze degli imputati. Occorre anche dire che in questo sono aiutati dai politici che sono i primi a mettere sotto accusa il magistrato quando gli dà torto o a incensare la sua lungimiranza e libertà allorché invece gli dà ragione.

Lo Sgargabonzi, “Tenerezza infinita”: Lo dice anche Gesù nel vangelo secondo Matteo (6, 25-34): “Sono le donne che scelgono chi limonare”. E certe donne scelgono uomini sensibili, profondi e dall’animo delicato. Mi riferisco a bidelli educati bene, gelatai gentili, operai tessili impazziti.

Canzone del giorno
Bell X1 | The End is Nigh

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