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stay hungry, stay fighetti

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Chissà quanto manca al momento in cui in Parlamento qualcuno dirà a qualcun altro che è un “tamarro”, o si accuserà la fazione opposta di “tirarsela” troppo. “Hey tu grillino fai meno lo splendido”, ci si potrà appellare così a un diritto di riportare con i piedi per terra chi fa voli pindarici (lasciando scie chimiche). “Bella storia” sarà il commento da riservare agli interventi di particolare gradimento, quando ci si attarda con gli emendamenti il presidente della camera potrà chiedere ai capigruppo di interrompere l’ostruzionismo accusandoli di aver “asciugato” gli astanti, mentre “zio” risolverà tutti i problemi di appellativo con cui far precedere i cognomi di deputati e senatori e mandare in pensione finalmente l’obsoleto e ostico onorevole. D’altronde, nessuno fino ad ora ha mai lavorato “a manetta”, anzi certi provvedimenti sono stati presi “a muzzo”. “Che babbo”, così quelli della maggioranza stroncheranno quelli dell’opposizione dopo l’ennesimo intervento all’insegna dell’ingenuità politica che magari non c’entra “una cippa di minchia”, obiezione che verrà messa agli atti. Insomma, sarà il Presidente della Repubblica a dire che il governo si “incista” su temi di scarsa utilità e inviterà tutti a non “paccare” la stabilità, l’Italia ne ha bisogno per far andare l’economia come una “lippa” altrimenti si dovrà tornare “tipo” alle elezioni. “Tranqui”, nessuno lì vuole perdere il suo posto.

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