quattro stagioni (rossa)

quando i figli ti mandano nel panico

Qualche sera fa ho provato un’esperienza che potrei definire di black out. Mia figlia non si trovava nel posto in cui doveva essere e dove si sarebbe dovuta recare da sola, a casa di mia cognata che si trova a un paio di isolati da qui. Doveva precederci di un quarto d’ora circa, giusto il tempo per sistemare due cose prima di uscire, ma quando abbiamo citofonato e chiesto, come prima cosa, se era arrivata regolarmente dalla zia la risposta è stata quella che mai avremmo pensato di sentire. I primi istanti di incredulità sono trascorsi in un baleno, sapete gli scherzi che fanno i bambini in combutta con gli adulti, ma tra adulti subentra la convenzione che scherzi di questo genere non sono da farsi e quindi si fa capire, in qualche modo, la burla in atto. Alla terza o quarta risposta su mia moglie e su di me è sceso uno strato di un qualcosa che non saprei spiegare, come il cemento a presa rapida che si gettano addosso nei cartoni animati per immobilizzarsi i nemici delle storie, come Tom e Jerry, per dire. A quel punto ho iniziato a correre goffamente per la strada, avevo gli infradito, pur sapendo che nel deserto suburbano delle otto di sera di fine luglio non avrei trovato alcuna soluzione. Nella testa, tutti gli scenari che la cronaca ci ha reso famigliari nel caso di fatti di questo tipo. Mia moglie, nel panico quanto me, ha però avuto l’illuminazione di chiamare i nostri amici che vivono sopra di noi, hanno un bambino compagno di giochi di mia figlia da sempre. Lei aveva capito male dove si sarebbe svolta la cena ed era salita da loro. Non so quantificare il tempo che è trascorso, forse nemmeno un paio di minuti che sono stati comunque troppi. Molto di più di quando, da piccola, al parco giochi capitava che per qualche istante scomparisse dal campo visivo per poi tornare a rendersi visibile da dietro l’albero in cui era temporaneamente transitata. Ecco, non saprei come altro definire la sensazione se non con il buio, completo. Da non ripetere.

8 pensieri su “quando i figli ti mandano nel panico

  1. Mi hai fatto accaponare la pelle. Da mamma capisco il panico. A me é successo una sola volta, al mercato e per non più di due minuti, ma aveva 4 anni e dono bastati.

  2. e poi ti chiedi il perché dei capelli bianchi che hanno cominciato a spuntarti precocemente… 🙁 be’ tutto è bene quel che finisce… con un sospiro di sollievo!

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