Spazio Pour Parler

ricorrenze

Ora poi voi dovete spiegarmi perché mai uno dovrebbe cambiare il suo posto nel mondo che fino a prova contraria è unico. Temporaneo, siamo d’accordo, ma nessuno ci può togliere quel tot di metri cubi di spazio che occupiamo dentro al quale uno fa un po’ quel che vuole. Il mio si trova qui, anzi lasciatemi dare qualche coordinata. Cercate sul vostro navigatore o sul dispositivo GPS che utilizzate quando perdete la bussola – in senso proprio e lato – cercate quel punto tra l’abitudine e la coerenza, molto più sul lato dell’abitudine che qui gli eroi non li trovi nemmeno con Google Street View. Si tratta di un punto che si trova nella zona dell’immobilità compulsiva, quello stato sovrano che da sempre ha inglobato la metodicità bulimica e tutto ciò che vi è di reiterativo a questo mondo. Dal percorso per l’allenamento invernale e quello estivo fino al modo in cui accostare i cibi passando per le costruzioni dei periodi, l’uso della virgola, le parole da mettere in rima quando c’è da perdere tempo e bisogna occupare la mente. Una cosa in cui gli anglosassoni sono di certo molto più agevolati di noi, per esempio da loro crazy fa rima con lazy, da noi con parole come pazzo non c’è molta scelta. Quindi mi arrogo il diritto di stabilirmi per sempre qui, qui dentro di me intendo, e spostarmi sempre con tutti gli orpelli ma in luoghi conosciuti dove posso esercitare il mio controllo sotto la copertura della sicurezza senza bisogno di dovermi sbilanciare con l’antenna perché in qualche punto non prende. E dire che l’abbonamento non è certo a buon mercato, finché esisteva un solo provider era fin troppo facile avere certezze tanto che poi in molti ci hanno mangiato e se ne sono approfittati. Oggi con le liberalizzazioni – cosa che non condivido – ognuno si abbona al tipo di sicurezza che vuole, con lo scatto alla risposta o flat o dati e voce giusto per farsi sentire anche a parole e non solo con i fatti. Io, per esempio, stamattina ho fatto le stesse identiche cose che hanno occupato la mia prima giornata di ferie dell’anno passato e sono certo anche di quello prima. Una sgambata all’alba, c’era il sole che stava nascendo dietro al mare che era uno spettacolo e io che correvo come un deficiente nel nulla della Sardegna. Poi un bagno nell’acqua calda del mattino, una sorta di battesimo della libertà per noi testimoni della semplicità sentimentale che ci emoziona qualunque cosa. E so già persino cosa farò dopo: prenderò il mio laptop e scriverò un post come questo.

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