quattro stagioni (rossa)

l’occasione fa l’uomo

Un altro termine che mi mette fortemente in soggezione è opportunità, a partire dal fatto che implica un concetto parziale dal momento che necessita dell’intervento di chi sa coglierla per trasformarla in un qualcosa di estremamente appagante, almeno da quanto sento dire in giro. L’opportunità è infatti complementare a un qualcosa come una matrice al resto del biglietto di un concerto, senza una parte o l’altra il titolo non vale una cicca. Un’opportunità è un’entità in potenza che attende una sorta di comburente umano per mettersi in atto. E mi mette fortemente in soggezione perché appena sento la parola opportunità mi immagino frotte di persone che spiccano un balzo o scattano in avanti per arrivare primi e probabilmente se ne ho sentito la presenza anche io dovrei comportarmi così. Ma se la devo dire tutta io preferisco le cose che ti investono, ti cadono addosso, ci inciampi o vai a sbatterci la testa per pura casualità, e il fatto che come molti di voi sia ancora qui a scrivermi addosso costituisce la prova provante che, proseguendo con la stessa metafora, a oggi non mi ha investito nessuno, non mi è caduto addosso niente, non ho inciampato su nulla né ho sbattuto la testa contro qualcosa, il che se davvero lo leggi tra le righe non è niente male ma alla fine della fiera se non cogli le opportunità né hai una botta di culo puoi continuare a vivere nella norma, il che è già di per sé una cosa positiva, no? Quello che si sintetizza con il motto no news, good news. E poi metti che quel giorno deve passare l’opportunità proprio sotto la via dove abiti ma magari non c’hai voglia di scendere, o devi farti perdonare qualcosa dalla tua fidanzata e non puoi certo mollarla lì al telefono. O magari hai già preso un impegno e semplicemente sei altrove, c’era il torneo di calcetto o per dirla alla Elio avevi judo. Voglio dire non è che queste opportunità possono fare quello che vogliono e atteggiarsi come se il futuro roseo ce l’avessero solo loro. Il mondo è pieno di situazioni che magari con una mano di vernice o con una bella revisione dal carrozziere possono essere rimesse in pista e garantirti qualche anno ancora di esistenza dignitosissima. Certo poi uno passa la vita a descrivere agli amici al bar il proprio ideale di opportunità, più o meno sinuosa, alta e slanciata oppure con forti tratti mediterranei, e quando la incontra per la strada, in ufficio o al supermercato magari un’occhiata al di dietro gliela dà, siamo corpi caldi e uno sguardo di nascosto non ha mai fatto male a nessuno. L’opportunità per esempio che sognavano i ragazzi di una volta era il talent scout che passava per caso nel locale in cui si suonava, o ancora oggi ci sono quelli che malgrado l’età avanzata non disdegnano che il destino assuma i tratti di un qualcuno che conta che si segni l’url di un articolo accattivante da linkare per aprire la strada alla notorietà sul web. Cosa avete capito, parlavo in generale. Per non essere sopraffatto dalle opportunità ho persino cambiato il numero di cellulare e me ne sto chino sulle mie cose per non coglierne i segni nelle espressioni altrui, non si sa mai che uno possa equivocare empatia.

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