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La sfida per i prossimi anni consisterà nel difendere i più piccoli da quell’infinito contenitore di schifezze che è l’Internet. Ci sono tante cose belle, eh, per carità, ma insomma. Tanto per cominciare, mi chiedo che ne sarebbe stato della nostra generazione se anziché nascondere “Le ore” nei cassetti della cameretta avessimo avuto a disposizione gratuitamente e comodamente sdraiati sui nostri letti tutto quello a cui oggi siamo esposti. Non so, forse avere cose proibite così a portata di mano le solleva dal fascino della peccaminosità, ma avremo maggiori informazioni sulle conseguenze tra qualche anno, quando i primi tecnodipendenti saranno adulti. Ci accorgeremo se c’è stato un abuso, se abuso o meno ci sono state conseguenze, se c’è ancora margine per correre ai ripari, se nessuno farà più caso a cosa e lecito o cos’è morale o se comunque è più costruttivo avere tutto alla portata di tutti, questo a ogni livello, perché magari è proprio quella la vera democrazia e gli squilibri sociali si sono sempre manifestati proprio a causa di omissioni, diritti negati, attività nascoste. Ma nel frattempo noi “esodati” che siamo a metà tra Ifix Tcen Tcen e Youporn come dobbiamo comportarci? Non sapendo come andrà a finire, nel dubbio ci muoviamo applicando i valori del passato. E per farlo correttamente, oggi, occorre essere davvero preparatissimi sulle nuove tecnologie. Sapere fin dove i nostri figli possono spingersi autonomamente, se subentrano gli approcci con cui il marketing digitale attira l’attenzione e la curiosità dei giovani, se il sentito dire che oggi si dipana a velocità vertiginosa sui social media arriva prima degli interventi dei grandi diretti interessati. O magari noi stiamo qui a preoccuparci ma intanto i nostri figli sono già oltre, usi a un sistema pornografico di per sé che va ben oltre il Lando che si poteva consultare dal barbiere o le vetrine dei giornalai stipate di letteratura a luci rosse. Sembra infatti che il sesso sia ovunque, nei racconti privati e nelle foto che la gente posta su Facebook tanto quanto nei link correlati dei motori di ricerca, per non parlare delle persone in carne ed ossa. Sta a noi prepararci a dare la lettura più appropriata a ciò che accade e a fornire le risposte alle domande che ci verranno poste. Che nell’insieme delle complessità, questa che riguarda la più privata delle sfere private non ha precedenti. Non so, magari saremo chiamati davvero a rivedere tutto dal principio, ma la sfiga è trovarsi proprio qui nel mezzo.

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