alti e bassi di fedeltà sonora

chi è il prossimo?

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Qualche giorno fa discutevo di musica con un paio di directioner la somma delle cui età non superava la metà della mia, e vi assicuro che il mio piglio è agli antipodi di quello dei boriosi quarantaseienni di una volta di fronte alle spille da balia piantate nelle guance degli adolescenti, l’eroina o le cupe riflessioni senza speranza indotte dal pessimismo cosmico di gente del calibro di Peter Murphy. Comunque ho ammesso che questi ameni ragazzetti d’oltremanica tutto sommato sono meglio di altri esperimenti commerciali per ragazzine come, tanto per fare un esempio, le boy band di qualche decennio fa che, oggettivamente, si prendevano un po’ troppo sul serio. Questi 1D li vedi che sono un po’ cazzoni, mirano al divertimento alla base del guadagno e guidano il mercato senza pretese, proprio perché l’industria musicale ad oggi pretese non ne può avere. Ho però obiettato su una somiglianza abbastanza palese di un loro brano, l’autocelebrativa “Best song ever”, con “Baba O’Riley” degli Who. Ho fatto qualche ricerca in rete e ho visto che non sono il primo a muovere questo dubbio. Quindi niente, io come sapete sono un garantista e vedo queste coincidenze quasi sempre come tributi, più che scopiazzature. Come a dire, siamo qui e siamo famosi anche a gente del calibro di Pete Townsend. Giudicate voi.


versus

4 pensieri su “chi è il prossimo?

  1. Cosa ne pensi invece di questo? (vai al minuto 19:00)…

    Dieci anni più tardi Gato Barbieri compose la colonna sonora di Ultimo Tango a Parigi.

    A me sembrano identiche.

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