alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 09.10.13

Giovanna Cosenza, “Ma l’amore è una cosa che percepisci o no?”: A questo punto fate voi un esempio di concetto astratto. Attenzione, non è facile: deve rimandare a qualcosa che non solo non percepite in questo momento, ma non potete proprio percepire. Mai. In nessuna occasione al mondo. Non potete né mai potreste vederlo, annusarlo, toccarlo, ascoltarlo, gustarlo.

Piovono rane, “La politica, nel tram che ci porta al lavoro”: Siamo un Paese di analfabeti funzionali: tutto il resto – la scarsa competitività economica, i diritti civili e sociali calpestati, la facile raccolta del consenso per chi possiede o controlla i media, la debole penetrazione della Rete, la vittoria sociale di chi ‘conosce qualcuno’, beh, è tutto un corollario di questa catastrofe qui.

La disoccupazione ingegna, “NO PERDITEMPO LO DICI A QUALCUN ALTRO”: Mi spiegate perchè su alcuni annunci di lavoro, l’insersionista scrive NO PERDITEMPO??? Caro il mio insersionista che fingi di offrirmi un lavoro sappi che UN DISOCCUPATO NON HA TEMPO DA PERDERE…quindi beccati sta dedica.

Fools Journal, “I social media diventano droghe!”: Se i social media fossero droghe, di quale sareste dipendenti? Ecco la guida definitiva alle “droghe sociali” realizzata dall’agenzia di marketing digitale Dendrite Park attraverso delle infografiche davvero brillanti. Enjoy!

50vajont, “Cinque ore prima del Vajont”: La testimonianza di Maria Pia Bassetto, superstite del Vajont. All’epoca lavorava all’ufficio postale di Longarone e si è salvata per puro caso. La sera del 9 ottobre,quando la frana del monte Toc provocò un’onda alta 100 metri che polverizzò Longarone, lei era a casa a Vittorio Veneto, dove rientrava tutte le sere dopo il lavoro. Questa è la sua storia.

Squonk, “La terra che è caduta”: Era un normalissimo giorno di estate quello nel quale vidi la diga. Sapevo tutto, la storia, la terra che cade, l’acqua che salta, il rumore, il paese piallato dall’onda. Come altri posti che avevo visto non sembrava esserci nulla di tragico, anche a Dachau c’era il sole, anche intorno al buco delle torri gemelle c’erano i taxi che si muovevano portando in giro i turisti.

intesomale, “Micropost”: E alla fine passò un tale che diede a mangiare alle volpi, ed era anche ora, pensai io, così la finiamo di raccontare favole del cazzo.

Melissa Satta, “Workout per rassodare la pancia [VIDEO]”: A seguire: crunch a terra. Sdraiate supine sul tappetino, sollevate le gambe parallele al terreno con le ginocchia piegate a 90° come faccio io.

Pendolante, “L’arte di rubare immagini”: Fare fotografie sui treni comporta un talento che nulla ha a che fare con quello fotografico: è l’arte del sotterfugio. Niente macchine fotografiche, obiettivi con zoom telescopici, nè cavalletti. Solo un telefono, giusto poco più avanzato di quelli base, i telefono-telefono. La sacrosanta privacy di chi viaggia in treno non deve essere violata, almeno non in modo evidente e una macchina fotografica, anche compatta, metterebbe in allarme. Nessuno invece si stupisce di vederti maneggiare uno smartphon tra tanti. Mimetismo perfetto.

Canzone del giorno
Eagulls – Requiem (Killing Joke Cover)

10 pensieri su “alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 09.10.13

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