alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 12.11.13

Un bit al giorno, “Grazie ai cagionevoli di salute”: Grazie a quelli che se anche ho un raffreddore mando un certificato, ai finti infortunati, ai falsi ansiosi da psicoterapeuta, ai malati cronici che lavorano due giorni sì e cinque no, ai malati immaginari, ai finti dolenti.

Smila Blomma in UK, “A che ora, scusa?”: Nella mia vita inglese il problema orario si rivela davvero insormontabile in altre due situazioni: i concerti e gli inviti a casa di qualcuno. Perché il fuso orario è un fatto di geografia, ma pure di abitudini.

Rivista Studio, “Crossala al centro, Matteo”: Sarà un po’ per tutto questo ma nella parabola confusa, noiosa e soporifera di questa fase precongressuale l’unico tema chiaro che si indovina dietro la corsa di Renzi è legato a quello che è diventato il vero obiettivo e il vero target politico del sindaco di Firenze: Beppe Grillo.

Il Post, “Edvard Munch a Genova”: Il prossimo 12 dicembre sarà il 150esimo anniversario della nascita di Edvard Munch, uno dei maggiori vanti della cultura e della storia della Norvegia. Tra le mostre previste in tutto il mondo in occasione della ricorrenza c’è anche quella che si tiene dal 6 novembre 2013 al 27 aprile 2014 al Palazzo Ducale di Genova.

Fabristol, “La cura”: Non puoi prendere un neoimmigrato, lasciarlo solo nella zona 5 di Londra in una stanza di un metro quadro a condividere una cucina sudicia con un cinese, un indiano e un pakistano, in una catapecchia costruita nell’800 e mai ristrutturata. Non diventa più un incontro, diventa uno scontro che genera rigetto. E quando parlo con i neoimmigrati mi sembra di vedere me allo specchio.

quasi, “I travestimenti di Morgan non sono divertenti”: Ho notato dai molti commenti che non sono il solo a disprezzare i travestimenti dell’ ormai ex cantante alternativo italiano. Non solo per lo straordinario tempismo col quale ha impersonato il Lou Reed di Transformer durante la prima puntata di giovedì 24 ottobre e tre giorni dopo Lou Reed è morto.

La Donna Camel , “Pecore elettriche”: Io invece stavo li ferma e guardavo tutti questi monitor televisivi che trasmettevano ciascuno cose diverse con musiche pubblicitarie che si fondevano e si confondevano sovrapponendosi una sull’altra e ridividendosi se mi spostavo un po’ verso uno o verso l’altro. Mi è venuto in mente questo vecchio film con Harrison Ford, una città del futuro dove era pieno di monitor e avevano già inventato anche i google glass quando mi si è avvicinato un ragazzo ispanofono, forse latino americano, non so, era moro, avrà avuto ventinque anni. Mi ha mostrato la stampata di un biglietto frecciarossa per Rimini, c’era scritto in grande carrozza 9, io stavo tra il binario 9 e il binario 10 e visto che non mi muovevo forse ha pensato che fossi lì per dare informazioni, mi ha chiesto se era qui che doveva andare a prendere il suo treno.

Nessuno dice libera, “Ma, allora, che cazzo volete?”: Dei vincitori entrati nella graduatoria, solo uno verrà assunto. E non perchè l’Amministrazione cattiva abbia bloccato i fondi, ne’ perchè il concorso fosse per un solo posto (i posti erano 3, con qualche possibilità di ampliare la rosa), nemmeno perchè un solo candidato abbia superato le prove. No, solo uno verrà da noi, perchè tutti gli altri hanno rifiutato un posto di ruolo.

Manager di me stessa, “La povertà spiegata ai miei figli”: Eppure camminare serve. Se andate al lavoro in macchina fateVI un favore: almeno un giorno al mese andateci a piedi. Chiudersi in una scatola confortevole non è la soluzione. Tutte queste cose dovete vederle. Non avete idea di come ci si accorga di quanta gente povera c’è spostandosi a piedi.

Canzone del giorno
Metronomy – I’m Aquarius

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