alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 25.11.13

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Claudiappì, “La valigie fuori”: Allora mi sono detta che sì, è importante educare gli uomini, fin da bambini, al rispetto della donna e di tutta la più varia umanità, ma gli uomini (e le donne), spesso tendono a non rispettare chi non si rispetta, a non curarsi di chi non si cura di se stesso, un po’ come quelli che vanno in un posto sporco, pieno di cartacce a terra, e pensano “una in più, una in meno”. E ce ne sono, di tipi così, altrimenti non ci sarebbero neanche posti pieni di cartacce a terra.

Civati, “La gratitudine, l’orgoglio, le scuse”: Convenzione Pd, Civati: a chi chiede cosa ci fate nel Pd rispondo cosa ci fate fuori.

Polaroid, “Musica riformista: intervista ai Perturbazione”: Quella che di oggi è un’epoca molto diversa, più frenetica, che tende a masticare ogni cosa in fretta, puntando sulla sensazione immediata, sull’idea dello straordinario. Ogni prodotto deve soprattutto stupire. Il problema è che oggi questo stupefacente è l’unico ingrediente. In questo vedo il principale cambiamento: tutto viene fagocitato più velocemente. Ma allo stesso tempo, non siamo una band che si lamenta “com’era verde la mia valle”, cerchiamo di vivere sempre il presente e di guardarci intorno.

Bastonate, “Non è vero e comunque potevo scriverlo pure io.”: La notizia, sul quotidiano on line sul quale tutti si regolano, ti sbatte in faccia il fatto che il RITORNO IN AUGE DEL VINILE nella patria in cui ti rechi per andare ad ACQUISTARE I DISCHI IN VINILE è dimostrato dal fatto che postacci tipo Sounds of the Universe (ok, Sounds of the Universe è il miglior posto al mondo, ma che c’entra), vendono DISCHI IN VINILE per un totale di sessantamila pezzi al mese. La rinascita del mercato discografico passa attraverso quanti stronzi, in altre parole?

Non ne so abbastanza, “Donne e buoi”: Noi leggiamo, e quotidianamente, molti articoli che compaiono sul Fatto Quotidiano: perché dopo averli letti ci sentiamo migliori. Dimentichiamo le nostre paure di non essere all’altezza dei tempi; le nostre crisi di mezza età; le nostre notti insonni a riflettere sulla precarietà che si prefigura nel nostro futuro; il nostro timore di non poter garantire una vita dignitosa alle nostre discendenze. In una parola: scordiamo le ansie che derivano dalla consapevolezza che la nostra mediocre intelligenza e l’ingravescente età ci rendono inadeguati per continuare a competere in questo mondo difficile.

raretracce, “L’ennesima lezione dell’America. Perché da noi Bill De Blasio non avrebbe mai vinto.”: Insomma il neosindaco propone di usare la leva fiscale per spostare risorse da su (i ceti ricchi) a giù (i ceti meno abbienti) e nessuno dice nulla? Anzi, anche i ricchi lo votano? Ma allora questi americani son proprio pazzi! Per carità, New York, a livello statale è notoriamente democratica ma nella Grande Mela i dem non vincevano dal ’90. E poi, in questo caso, non si parlava di un “classico” democratico ma di un paladino delle minoranze, un politico obbiettivamente progressista con un bagaglio ideologico quasi inusuale per gli States.

bfi, “10 great films about computers”: Nerd-chic programming comedy Computer Chess has inspired us to boot up 10 of the best computer films.

nicetace, “Di cosa ha bisogno una rivoluzione”: Doris Lessing è stata una delle nostre madri: le protagoniste dei suoi libri erano come noi, capivano il nostro bisogno di cambiamento, condividevano le nostre fatiche, ai tempi non c’era casa del “Movimento” in cui non fosse presente una copia de “ Il Taccuino d’Oro” (io la mia ce l’ho ancora) e lei ha saputo raccontarci fino all’ultimo: in cinquant’anni di scrittura le donne dei suoi libri sono cresciute, invecchiate, hanno fatto figli, incontrato la perdita, vinto delle battaglie, rafforzato la coscienza di sé.

Canzone del giorno
Weekend – July

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