a Milanoquattro stagioni (rossa)

strategie per non sentirsi troppo soli prima che venga mattina

Tirare tardi la domenica sera è una consuetudine tutt’altro che controproducente, almeno dal punto di vista delle esperienze che si possono provare, e consente di estendere al massimo quello che resta di quell’isola temporale felice che va a costituire l’unità minima della nostra vita privata. Ci sono persone che addirittura considerano l’appendice al weekend alla stregua delle due fasce serali precedenti come se non ci fosse un domani lavorativo, per questo le nostre città sono piene di posti dove queste finzioni possono essere legittimate tra luci, musica, bellezze da capogiro e drink. Agli antipodi di questa visione edonistica e profana del sacrosanto dì di festa ci sono quelli che ultimano i preparativi per la settimana che sta per iniziare come se dovessero partire per un viaggio. La borsa del lavoro, la cartella dei bambini, lo zaino della ginnastica e altri preparativi intelligenti come i pranzi da consumare in ufficio nei giorni successivi. Questa dimensione indoor la conoscete tutti, suppongo, quell’andirivieni tra le stanze a ricucire i pezzi della propria vita pubblica e professionale dagli archivi dell’oblio, brandelli di passato sopravvissuti non si sa come all’euforia degli aperitivi del venerdì. Il tutto su sfondo di celebri sigle di programmi televisivi dedicati al calcio in una finestra di tempo in cui ogni varietà o spettacolo di intrattenimento non sarebbe di sollievo a nessuno. La variante della tv messa a tacere è lo stereo acceso per una selezione musicale che per forza di cose rispecchia il mood imperante di giochi finiti, titoli di coda, spegnete le luci prima di uscire, tutto torna alla normalità. Ai temerari che si spingono fuori va così tutta la mia stima. Il buio della sera tardi che è una costante sia che la domenica appena trascorsa sia stata di sole o con il solito cielo della Milano che conosciamo. Guidare lungo le strade in cui nessuno sa dove si nascondano i pericoli che leggeremo sulla cronaca nera della settimana a venire, tutto spento persino i video-poker con gli annessi sogni di soldi facili da portare a casa, solo le interminabili file in prospettiva di semafori appesi che lampeggiano a intermittenza di giallo. Su quelle strade lucide di umidità, a notte inoltrata, uno non direbbe che è tutto così proprio perché altrimenti domattina non assisteremmo all’opposto, ciò di cui a stento ci renderemo conto perché abbiamo fatto tardi ed è stato difficile rimetterci in sesto, con la reminiscenza olfattiva del ristorante cinese sul cappotto che andrà via non prima di mercoledì.

10 pensieri su “strategie per non sentirsi troppo soli prima che venga mattina

  1. Proprio così. Le sensazioni e gli umori della domenica sera sono quasi sempre come da te abilmente tracciati :-). Per quanto mi riguarda, non sempre il lunedì lavoro, indi quando so di essere a casa anche il primo giorno della settimana, continuo imperterrito a fare ciò che più mi garba con grande invidia della mia “regista” che mi impreca dietro! 😀 .. uno spettacolo!
    .. gli odori dei ristoranti che ristagnano su cappoti et similia è davveno ‘na roba raccapricciante. Cosa fare? Lasciare l’indumento sul balcone tutta la notte! Lo si ritroverà perfettamente congelato, ma almeno privo di odori 😀

  2. una riflessione quasi leopardiana! 😀 ho smesso di preparare zainetti dell’indomani per i bimbi, ma in compenso preparo la ” schiscetta “, come diresti tu, per il nonno. ma la domenica la città – piccola- la mia, vive di gente che va a spasso e si incontra. ah, la provincia! 😀

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