Spazio Pour Parler

“mi stanno ancora cercando”, presto sui vostri monitor e sui vostri touch

Ci vorrebbe un programma sul web come quelli che spopolano sulle reti ammiraglie e dedicate al ricongiungimento umano, quelle carrambate carrisiesche dove nonne madri e zie piangono dinanzi ai reduci che tornano a un secolo e mezzo dalla campagna di Russia o i gemelli che non sapevano di esserlo o il nano più alto del mondo che scopre che il record non è suo e via dicendo. Ma il format lo imposterei sul risolvere vecchi impicci, cose che avete in pending da secoli e non avete il coraggio o vi vergognate o provate un po’ di imbarazzo a chiamare tizio dopo quattordici anni dicendogli che avete ancora voi la sua camicia che vi aveva prestato in via del tutto eccezionale.

Niente a che vedere con Forum e tutti i santi licheri del caso, non mettiamo di mezzo la giustizia che poi i tempi si dilatano anche qui, nell’Internet, dove il ciclo di vita delle cose è più effimero di una settimana di ferie. Non pensate di venire da queste parti e fare le vostre confessioni pensando che questa sia la terra del condono morale, io non ho la statura per darvi la mia indulgenza se avete truffato vostro fratello con la complicità di vostro marito (un saluto particolare a quella sagoma di mia sorella) o se avete riciclato il regalo di Natale dei vostri genitori a un collega che non manca mai di pensarvi.

Pensavo invece a qualcosa di più leggero, una striscia in fascia pre-serale come un tempo era Blob dove ci finivano tutti i transfughi dai telegiornali. Un programma di massimo un quarto d’ora che sul web non so come potrebbe essere reso. Per ora ho solo in mente il titolo: “Mi stanno ancora cercando”. Che ne dite, può funzionare? Se state fuggendo da qualche situazione scomoda retaggio delle vostre esperienze passate, ecco, siete capitati nel posto giusto.

Spedite pure il tutto a me che, in forma anonima o meno – a vostra discrezione – metto tutto nero su bianco e grazie a questo potente canale di divulgazione che quando è in buona vanta quasi venticinque lettori proverete l’ebbrezza di chiudere finalmente i file lasciati aperti. Ovvio che il titolo  “Mi stanno ancora cercando” la dice lunga sui casi che potranno aumentare lo share. Per il primo numero, giusto per rompere il ghiaccio, ho pensato a due episodi che mi piacerebbe archiviare definitivamente.

Vorrei restituire la VHS del concerto dell’88 al cinema Astor a Massimiliano che gli ho chiesto per digitalizzarlo, cosa che ho fatto ma poi non l’ho mai più contattato per restituirgli l’originale e alla fine mi sono dileguato e ho cambiato pure il numero di cellulare. Massimiliano se mi assicuri che puoi controllare il tuo risentimento possiamo incontrarci in campo neutro per la riconsegna.

Il secondo è più difficile. Ciao Simona, mi stai ancora aspettando alla fermata dell’autobus dopo che ti avevo assicurato che sarei tornato a spiegarti perché dovevo lasciarti ma avevo un appuntamento con il medico per consegnargli delle lastre e da allora non ci siamo più visti? Se sei ancora lì che aspetti me e l’autobus e magari ora hai uno smartcoso in mano, che nell’86 non erano stati ancora inventati, e leggi questo messaggio, niente, volevo solo chiudere questa storia. Non sapevo come dirtelo, non lo so nemmeno ora, mi sono inventato pure tutta questa messinscena per mettere la parola fine, così da accertarmi che anche se in ritardo l’ho detta. Anzi, scritta. Fine.

5 pensieri su ““mi stanno ancora cercando”, presto sui vostri monitor e sui vostri touch

  1. Potremmo fare anche la versione Lo sto ancora aspettando? Mi devi ancora restituire, ntibhobaspettato un’ora e non sei genuto/a, mi devi ancora farevilbregalo di compleanno/anniversario/matrimonio..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.