alcuni aneddoti dal futuro degli altri

alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.02.14

Una Lettrice, “San Valentino, un libro per quelli che lo odiano”: Frank e April Wheeler sono belli, brillanti, colti, ricchi, eleganti. Sono sposati, fanno molta vita sociale. Hanno due splendidi bambini – biondi, probabilmente. Vivono in una villetta americana, in una cittadina americana, nei ruggenti anni ’50. Si credono migliori degli altri: pensano di essere più colti, credono di essere diversi rispetto alla massa omologata di piccoli borghesi. Si sentono anticonformisti e criticano, con un bicchiere di whisky in mano, seduti nel salotto borghese dei loro amici, quella che chiamano, arricciando le labbra, la massa.

Alessandro Gilioli, “Sarà tempo di incazzatura tranquilla”: Era dal 1978 che non vedevo un governo nascere con una convergenza di appoggi così forte e trasversale.

Carmilla on line, “Punk, post-punk e anticapitalismo”: Ma perché porsi certe domande? In fondo il disco è un oggetto, un feticcio, un prodotto, quindi può essere venduto insieme a tutti gli altri prodotti della cultura di massa, ci tocca prendere coscienza che stiamo consumando solo musica gastronomica, come direbbe Eco, per non parlare di Adorno, e si potrebbe andare avanti. Qualunque sia il critico di riferimento, è indubbio che alcuni dischi non sono solo un prodotto tra tanti nel menù illimitato dell’industria del divertimento.

Muninn, “Vita e morte nel bosco”: Perché il bosco vecchio è speciale, ovviamente: ma non è “dimensione incontaminata che simbolizza la vita come forza gioiosa e gratuita, disinteressata ed eterna”, non è una favola ecologista, anticapitalista, anticonsumistica, naturalista. Il vecchio bosco è bello, è antico, ma fa anche paura. La notte, al buio, i tronchi immensi degli alberi chiudono le stelle e rumori misteriosi si alternano a silenzi ancora più terribili. I topi rosicchiano lentamente le travi del soffitto e orribili incubi dalla testa di vitello scarnificata o dal molliccio aspetto globulare tormentano il sonno dei bambini ammalati. Paure senza volto, orribili carrettieri dagli occhi di brace e guerre entomologiche tra vermi e vespe, vomitevoli e silenziose battaglie del mondo microscopico.

Nessuno Dice Libera, “Medicina per non Piemontesi”: Se in un’epoca di globalizzazione è fondamentale conoscere le lingue e saper comunicare, anche solo con poche semplici frasi, con pazienti di lingua inglese, francese o tedesca, vi assicuro che, nelle piccole realtà come la mia, è assai importante masticare anche un po’ di dialetto locale. Il dialetto accorcia le distanze. Fa superare la diffidenza innata verso la figura del medico.

Marco Damilano, “La parola Io”: È quello che vorrebbe apparire Matteo Renzi agli italiani nel momento della presa del potere: un capo scout, ottimista, coraggioso, fattivo, che prende per mano i suoi lupetti e li trascina sul sentiero meno battuto, nel bosco. E anche strafottente, con l’arroganza innata di chi sa dare gli ordini e condurre il suo piccolo esercito, sia pure disarmato e festoso, con il mito della semplicità. Il guaio è che gli ultimi giorni hanno ricoperto la strada di sterpaglie, serpenti velenosi sotto le foglie, macerie. E la strada si è fatta ancora più perigliosa.

Menteminima, “Riflessione. Nel senso che volete voi.”: Non siamo tutti artisti, nemmeno i bambini. Siamo tutti (ma anche no) in grado di fare un prodotto, ma il genio non abita in ogni scarabocchio uscito dal pennarello.

Ma la notte no!, “Tipi da treno”: Ce ne sono tanti, eh! Ma io vi parlo di due categorie: quelli che stanno al telefono e gli ammorbatori. Ecco una specie di fenomenologia.

Fabristol, “Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: i 10 errori più comuni degli italiani”: Dopo quasi un decennio all’estero (ebbene sì questo settembre segnerà i 9 anni della mia permanenza all’estero) posso con sicurezza elencare i dieci più comuni errori che gli italiani fanno quando tentano di parlare l’inglese

Luca De Biase, “Ancora su: Abbiamo cambiato l’Italia mettendo Dallas in televisione”: Per l’Italia, l’avvio simbolico del trentennio iperliberista potrebbe essere stato non politico ma televisivo. E’ un’immagine che è venuta in mente al leader della destra, attuale rifondatore di Forza Italia, che nel 1989 era soltanto il magnate della tv privata. E che in un’intervista di quell’anno disse: “Abbiamo cambiato l’Italia mettendo Dallas in televisione”.

Terminologia Etc., “Piacevole, parola chiave del momento?”: Quante volte vi siete trovati a pensare, o dire, o scrivere, «Com’è piacevole», recentemente, a proposito di qualcosa che vi aveva colpito? Se siete in linea con lo spirito del tempo a questa domanda dovete rispondere: «Parecchie volte», perché piacevole — con i suoi sinonimi di delizioso, incantevole, rasserenante — è parola chiave del momento, quella che interpreta meglio le categorie contemporanee.

Rivista Studio, “L’amateur della politica”: A dirla tutta per quei tempi era già un’immagine vecchia, anni ‘80. I grandi marchi della moda avevano già virato sul real, su Kate Moss semplice e struccata, su scenografie di appartamenti comuni, fra termosifoni e muri scrostati. Ma nella politica italiana quella era avanguardia, basti pensare che erano anni in cui, a sinistra, era sostanzialmente proibito usare i volti (il partito, prima delle persone) e la comunicazione del Pci dal 1968 era stata per anni sostanzialmente affidata a Oriano Niccolai, che era un grafico-artista, colto – più vicino alla pop-art italiana, al Futurismo, che non a Carosello, per capirci. Era un’immagine studiata, ma educatrice: cospargevano il paese di una grafica “alta”, tra l’altro bellissima, ma molto lontano dall’idea che servisse a creare consenso.

3 pensieri su “alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.02.14

  1. Quando si incontrano aneddoti da così tanti futuri l’incontro causerebbe un paradosso temporale il cui risultato potrebbe provocare una reazione a catena che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio distruggendo l’intero Universo! Riconosco che è l’ipotesi più pessimistica: la distruzione potrebbe essere molto circoscritta e limitata alla nostra galassia. 😉

  2. Benvenuto e grazie per il tuo commento. Le storie degli altri non smetteranno mai di interessarmi, leggendo tutti i futuri degli altri so per lo meno quello che mi aspetta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.