Spazio Pour Parler

un po’ di cose che non ci sogneremmo mai di criticare

Mettereste in dubbio la pizza e la birra? Riuscite a immaginare una conclusione più somma di un fine settimana, quando ormai la botola per il passaggio verso gli inferi del lunedì è già spalancata e vi aspetta famelica per l’odiata eterna replica di un copione già trito e consumato ma ineluttabile, e allora perché non giocarsi la carta che spiazza ogni destino segnato, quella di una delizia con salsiccia e cime di rapa in aggiunta a pomodoro e mozzarella, accompagnata da un paio di pinte di chiara doppio malto appena spillate?

Critichereste mai Ok Computer dei Radiohead? Ne parlavo qualche giorno fa in un post proprio dedicato a quello che è uno dei massimi della produzione musicale di tutti i tempi. Cosa si potrebbe dire di male? Non vi piacciono i Radiohead. Ci sta. Ma se mi dite che non trovate nulla di interessante in un disco così non ci credo. Forse il fatto che si tratta di un album talmente ingombrante che se l’avessi pubblicato io mi sarei ritirato il giorno successivo, tanto è perfetto e difficile da seguire con altri dischi. Tanto è vero che gli stessi Radiohead, da allora, si sono ribaltati come un calzino.

E Scarlett Johansson? Avete da dire anche su di lei? Chi è che dice che è di una bellezza banale? Sì, posso concedervi che magari può sembrare a tratti grossolana, anzi, negli standard di serie americani. Non so, io ai tempi impazzivo per Ines Sastre e sono davvero molto attirato dall’originale fascino di Charlotte Gainsbourg. Ma Scarlett, davvero, non c’è proprio nulla che non vada in lei. Né come donna, né come attrice. Oggettivamente incommensurabile.

E poi New York. Il primo che gli sento dire bella ma non ci vivrei gli tiro uno scappellotto. Ragazzi, ho detto New York. Una città inattaccabile, non nel senso terroristico of course. Se non vi piace l’America perché siete ancora fermi all’imperialismo e a Yankee Go Home vi sbagliate di grosso, è molto più europea di tante altre metropoli da questa parte dell’Atlantico. Se mi dite che ci sono gli americani, la CIA e Bush e sono tutti cicciobomba e quelli che fanno la break dance con le casse monumentali vi consiglio di farci un salto e non solo a Manhattan.

Poi ci sono mamma e papà. Certo, esistono i casi limite dei genitori che interrompono la vita ai figli in mille modi, ma se ti va di culo un padre e una madre hanno solo da insegnarti. Voglio dire, posso trovare difetti anche a occhi chiusi nei miei genitori, ma chi mi dice che in realtà non sia una visione distorta causata dai problemi miei nei loro confronti? Una mamma e un papà funzionanti, anche nella versione diciamo entry level, quando sono a regime puoi fare affidamento su di loro, anche a costo di sopportarli a malincuore quando poi sono vecchi e si ammalano.

Nessuno si sognerebbe mai nemmeno di criticare il progresso. Quelli della decrescita felice ve li lascio ai vostri circoli di esagitati pentastellari fruttariani animalisti. Io e milioni di altre persone ci teniamo la modernità, l’inquinamento, l’industria alimentare, gli attacchi di panico, il polpettone, il capitalismo e le reclame di cibo per gatti anche se c’è gente che muore di fame. Se c’è qualcuno ricco restano comunque più possibilità di far qualcosa per il resto del mondo.

Il Giudizio Universale, proprio lui, quelle spennellate nella Cappella Sistina che mettono a dura prova anche i più laici e secolarizzati, che pensano a uno come Michelangelo e poi a una come Paola Taverna e si chiedono che cosa è diventato il genere umano da allora. Un ex collega, forse ve l’ho già raccontato da qualche parte, uscendo da una visita guidata a quel capolavoro mi disse che non gli era piaciuto, troppo pacchiano e sfarzoso. Ecco, sarebbe bello raggiungere un livello di welfare tale per cui quelli che non studiano li tieni legati sui banchi di scuola finché non imparano, anche a costo di lasciarli inchiodati a marcire lì fino a cent’anni. Quanti ceffoni che si meritano. No ma dico: vogliamo parlare del Giudizio Universale?

Poi la Sardegna. Avete qualcosa da ridire in proposito? Costa troppo il traghetto? Ci si ammala nelle zone che ospitavano poligoni di tiro? La gente muore di fame? Siamo d’accordo, ma provate a immaginarla in mano a francesi o a svizzeri o ai tedeschi, poi ne riparliamo. Posso al massimo riformulare il postulato in modo lievemente differente: si tratta di una cosa che in potenza non ci sogneremmo mai di criticare.

Ora tocca a voi. Costruiamo insieme un’arca di Noè piena di giudizi impossibili da confutare. Da dove volete continuare?

7 pensieri su “un po’ di cose che non ci sogneremmo mai di criticare

  1. Maggio.
    Il Giovane Holden.
    I fiori fritti in pastella.
    Le tette.
    Ryan Gosling / Alessandro Gassman.
    Una corsa in pineta.
    Giggirriva.
    Il Lindor.

  2. il mare, plus, il mare. d’estate, d’inverno, da dentro e da lontano. il rumore delle onde, il sale sulla pelle, l’orizzonte.
    il mare, plus, ora mi commuovo.

  3. dipende quale mare però. Il mar ligure, per esempio, boh. Sarà perché ci sono nato e vederlo con lo sfondo di cargo e centrali enel mi ha un po’ fatto perdere la poesia. Quello della Sardegna, invece, è al primo posto

  4. mannò, il mare è il mare. a me piace pure il mare qua in UK, pure se è inutile perché tanto non farà mai abbastanza caldo da poterti immergere! pensa tu!

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