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ma che ci fai alle donne con una voce così

Sarà colpa di un mio ex datore di lavoro che faceva lo speaker radiofonico e con il quale ci siamo lasciati in malo modo, spese legali incluse, ma a me quel timbro cavernoso che fa tanto uomo che non deve chiedere mai sia nel messaggio che nel tono sentito dal vivo mi disturba come nessun’altra cosa. Il copione è sempre lo stesso. L’impostazione vocale, o voce impostata, usata a sproposito cela spesso intenzioni provolesche, una dimestichezza commerciale latente montata su un ego spropositato e attitudine al posizionamento al centro dell’attenzione. Appena riconoscete segnali come questi potete scommettere sugli argomenti standard, che a Milano comprendono gli aperitivi e l’ultimo aneddoto su Lapo, quindi se non l’avete ancora guardato in faccia potete anche soppesarne l’età fino a quando lo individuate seguendo la sua parlata che sovrasta il resto ed eccolo lì, con i RayBan a specchio sulla camicia sbottonata e tutto torna, con le ragazze che squittiscono mentre lui racconta di sé, di clienti e fornitori, poi la filosofia e cartoni animati, persino i papi e le canonizzazioni e santità, la catena al collo. Sono quelli che alla radio è comunque meglio, se uno non vuole sentirlo spegne e basta.

9 pensieri su “ma che ci fai alle donne con una voce così

  1. Il mio capo aveva la voce rassicurante. Cavernosa ma rassicurante. Aveva i ray ban appesi alla camicia di lino leggermente sbottonata. Parlava di se ma per raccontare di come si era costruito da solo la sua strada. Quando telefonava lo faceva per dare buone notizie, mai per litigare. Era ed è uno spiritualista, un credente e non lo dimenticherò mai…

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