siamo sullo stesso piano

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler

Dall’estratto conto risulta che mi bastano solo cinquecento visite per sbloccare il livello superiore e poter finalmente scrivere “artista” come descrizione di chi sono e cosa faccio. Artista a trecentosessanta gradi, aggiungerei, che è molto meglio di impiegato a novanta – scusate il grossolano gioco di parole – confuso nella folla di chi si deve arrendere all’impeto della quotidianità che è quasi meglio dell’università della strada e che però non ti insegna a sederti con dignità mentre ti rechi in ufficio a fianco di un homeless stravaccato sui sedili della metro e dalla trasandatezza da stereotipo di giornale di destra, quelle vignette tipo Giannelli, per intenderci. Il bello è che potrò mettere “artista” anche su cose tipo LinkedIn, che tanto non mi si fila nemmeno di striscio perché non è un social network per vecchi, ma almeno mi resterà la soddisfazione di attendere sulla sponda del fiume ma basta cadaveri che passano, mi accontenterei di plateali manifestazioni da struggimento per l’invidia, come mangiarsi il cappello alla Rockerduck.

Ma non c’è tempo per crogiolarsi sugli allori perché al conseguimento dello step successivo, che come leggo sul “Manuale per le celebrità fai da te sul web” coinciderà con il traguardo del milionesimo commento, potrò essere considerato “divinità” e fondare una vera e propria religione. La gente verrà qui per trovare delle risposte, sentirsi migliore, regolarizzare la condizione della propria coscienza e avere indicazioni sullo status di quelle altrui, imparare a scrivere correttamente l’italiano sbrigativo, ottenere buoni consigli sulla musica, scalare i gradi di separazione dalle numerose celebrità con cui gli autori di questo blog sono in contatto. Ma anche cercare informazioni su quella famosa ragazza proprietaria di un cane gigantesco, sembrava proprio quello delle barzellette della Settimana Enigmistica, che non era granché (la ragazza, ovvio) ma piaceva perché era sfacciata, faceva cose come baciarsi con lo studente di architettura di cui era amante mentre lui ascoltava al telefono la sua fidanzata ufficiale, e comunque niente a vedere (in quanto a bellezza) con Mirella che si era fatta vedere solo un giorno all’inaugurazione dell’anno accademico per poi sparire, vittima di un esaurimento nervoso. L’elenco dei motivi per cui la gente verrà qui continua con l’assicurarsi la prenotazione per un posto vicino all’orchestra alla cena di gala quando finirà tutto, perché non dimenticatevi che ho un passato da musicista che conta. E anzi, avendo proprio già raccolto molti crediti nella mia precedente carriera artistica dietro ai cursori dei principali sintetizzatori analogici, diciamo che fare lo scrittore americano per me equivale ad avere una seconda laurea, quella che non ho mai preso e che mi verrà conferita qui con una bella cerimonia con tanto di tocco e toga.

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