almeno in 3D, è il minimo sindacale

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Se siete monodimensionali, quando la dimensione è totalizzante e per qualche motivo si interrompe, va in ferie, vi chiede il divorzio, chiude per il weekend o si conclude del tutto, il vostro unico lato – chiaro o oscuro che sia – va in tilt e, di conseguenza, ci andate anche voi. Conosco gente che vive per il lavoro e manda mail anche il primo maggio anziché marciare con le bandiere rosse o, in caso di pioggia, stare a casa con la famiglia e i gatti a consumare Netflix (il concertone oramai non ha più senso alcuno). Dipendenti che hanno relazioni solo tra colleghi e che dall’ufficio non uscirebbero mai se non per un aperitivo con i colleghi, una pizza con i colleghi o quattro passi in centro con i colleghi, anche la domenica. Ci sono individui che vivono per lo sport che praticano e seguono compulsivamente e, quando terminano campionati, allenamenti, partite da giocare e squadre da tifare sulle gradinate, vedono la bella stagione sotto una prospettiva che ha dell’incredibile e, pur di boccheggiare nell’afa della loro solitudine culturale, si attaccano ai tornei estivi o seguono i propri beniamini nei ritiri. I musicisti si attardano tra di loro fino all’alba dopo le serate live perché poi a casa sanno di non trovare nulla di così vicino al loro habitat naturale e, quando chiude tutto, piuttosto che scendere dal palcoscenico della loro vita cercano persino i bar delle stazioni di servizio in tangenziale o i porchettari sul ciglio delle strade di provincia per prolungare l’effetto di quello che hanno suonato ancora un po’ (posso confermare questa esperienza e il dramma di subire da soli il forte ronzio nelle orecchie, ci sono passato anch’io). Tutta questa casistica si manifesta quando rientriamo in queste categorie umane senza lasciarci lo spazio per alternative, il che è un modo pessimo di gestire la propria vita, ve lo dice uno a cui piace sparare giudizi così gratuiti e tutt’altro che verificati. Il mio consiglio è di disallestire la vostra componente monomaniacale per dare spazio a più cose. Musica e letteratura e collezionismo di figurine. Sport e giardinaggio e volontariato sulle ambulanze. Lavoro e rugby e pittura ad olio. Informatica e scoutismo e coltivazione di cannabis con quelle specie di mini-serre che vendono anche in Internet e che ti permettono di fare tutto in casa. Fai-da-te e apicultura e rally. Esoterismo e birre artigianali e danze popolari. Scrittura e gioco delle carte e assistenza agli anziani. Più le cose sono strambe e prendono direzioni diverse più le vie di fuga dal nostro centro, che nella maggior parte dei casi coincide con noi stessi, saranno sgombre da tutto il ciarpame che la fatica di vivere ci induce ad abbandonare per strada. Provate nuovi percorsi: magari ci incontreremo, prima o poi.

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