ecco perché studiare da fabbro del proprio destino non consente sbocchi professionali

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler, tecnologia e altri incidenti

Le brutture del mondo ci fanno spesso dimenticare del nostro ruolo che, se ci pensate bene, nel bene e nel male è stato decisivo nella storia. Anzi, possiamo dire che senza il genere umano la storia sarebbe piuttosto noiosa, non trovate? Milioni di anni a guardare piante che fanno il cazzo che vogliono, bestie che si divorano senza problemi di cattività e seguendo leggi naturali su cui nessun filosofo ci possa metter becco (perché senza il genere umano oltre alla storia non ci sarebbe stata nemmeno la filosofia, ma nemmeno applicazioni tecniche, religione, letteratura greca, matematica e tutto il resto delle materie che si insegnano a scuola) secondo una catena alimentare libera da goffi bipedi pelosi ma intelligenti e con arsenali da caccia da paura. Oppure pensate a quei pianeti fatti solo di rocce e gas, che palle. Millenni che scorrono senza che non succeda nulla se non esplosioni, assestamenti tellurici, qualche scontro con dei meteoriti (noiosi tanto quanto loro) e poco più. Invece noi esseri umani per vincere la noia ci siamo dati abbastanza da fare e lasciate perdere il fatto che certe cose potevamo anche evitarle. Ma, appunto, tali brutture non ci fanno passare la fiducia che abbiamo per i nostri simili, prova è che in ogni istante nella nostra vita abbiamo a che fare con cose pensate, costruite e commercializzate da esseri umani il cui funzionamento ci guardiamo bene dal mettere in discussione, consentendoci di ottenere ciò per cui le abbiamo scelte, pagate e utilizzate. Dalla luce elettrica ai fazzolettini di carta, dalla tomografia assiale computerizzata al gel lubrificante per la penetrazione anale, dal gioco dei tarocchi fino alle confezioni di parmigiano già grattugiato, dalle ciaspole ai droni, dagli automezzi spargisale all’Aperol, dalle siringhe monodose ai treni ad alta velocità, dalle lenti a contatto ai pneumatici che non si bucano mai. In ogni istante della nostra vita, dicevo, abbiamo con noi qualcosa progettato e realizzato da altri e che maneggiamo dando per scontato che non dia problemi, che nel migliore dei casi faccia quello che deve fare e che non ci si ritorca contro. La percentuale delle cose fatte bene gioca comunque a nostro favore: pensate a quanto sono rari i casi in cui c’è qualcosa che non va. Per questo dovremmo essere più grati al genere umano. Anche se ha semi-distrutto il pianeta che ha colonizzato per il suo profitto, alla fine ne è valsa la pena e la vita è proprio questo, non vedo alternative. Dobbiamo sempre averlo in mente, come quelle religioni che riconoscono divinità in tutto. In ogni interstizio di quello che vediamo c’è il nostro zampino. Questi tasti che sto schiacciando in una sequenza tale da comporre parole e frasi che possano piacervi o meno si basano su una tecnologia inventata da individui come me e voi, nulla è stato creato dal nulla e funziona finché

Un pensiero su “ecco perché studiare da fabbro del proprio destino non consente sbocchi professionali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *