come guadagnare con il web ma in salute

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler

Un aspetto caratterizzante del totalitarismo sovietico di una volta e dei paesi che vivevano sotto tale egemonia era la libertà limitata (una delle tante, mi dicono) circa la disponibilità dei prodotti, di qualunque tipo. Il senso, se ci pensate, non era del tutto sbagliato. Una scrematura all’origine di varietà da parte di un’istituzione che limita fortemente l’arbitrarietà dell’individuo ma che se, fatta bene da gente che ci capisce e di cui ci si fida e che non se ne approfitta subito con la solita solfa delle appropriazioni indebite e delle tangenti, ci consente di risparmiare tempo, risorse ed energie e di dedicarci ad attività più consone all’animo umano. Aspettate, non sto dicendo di essere favorevole alle dittature, il mio ragionamento è molto più grossolano. Ho scoperto l’esistenza di One Drive di Microsoft e della versione cloud di Office e mi sono chiesto che senso abbia, considerando la vastità di Google Drive e le funzionalità di Google Doc e chissà quanti altri servizi gratuiti di questo tipo esisteranno nell’Internet. Che bisogno c’è, quindi, di due o più piattaforme che fanno la stessa cosa facendo correre il rischio agli utenti di entrambi di avere due copie non sincronizzate dello stesso documento, per non parlare di due username e password diversi che ogni volta ti manda in confusione? Il trucco può essere quello di registrarsi ovunque con le stesse credenziali ma poi gli espertoni di sicurezza informatica, se lo sanno, ti chiedono se sei scemo o cosa. Se fossimo sotto il totalitarsmo googliano, e secondo me scherzi a parte non ci vuole molto ma, onestamente, non vedo che cosa ci sia di male, uno non sprecherebbe tempo a provare cose diverse e potrebbe concentrarsi su altre cose, per esempio la sofferenza interiore e la sua trasformazione in materiale artistico. Chi si dedica a questo tipo di discipline sa che bisogna viverle in solitudine con il pc acceso e una connessione a Internet decente. Al contrario, se siete stufi di rimuginare sulle ingiustizie del mondo dalle quali non si cava un ragno dal buco dal punto di vista della produttività e tanto meno della relativa monetizzazione, il mio consiglio è di stare in compagnia e provare con la conversazione. Stare in coppia, in tre o in gruppi più numerosi può fare la differenza. Si chiacchiera e ci si distrae da se stessi. La prova inconfutabile di questo può essere la corsa. Da sempre mi alleno da solo perché mi piace ascoltare la musica e riflettere su quello che dicevo prima, ma questo rende la disciplina sin troppo ascetica. Non ho mai fatto una maratona (e non credo che mai arriverò a farla) ma immagino la lotta interiore tra corpo e cervello che si consuma lungo distanze così lunghe. Ho letto di prove che si prolungano fino al doppio della distanza e mi sembra una cosa folle. Ma, km a parte, correre in compagnia invece abbatte sicuramente della metà il tempo in cui ci si concentra su ciò che si sta facendo e anzi, sono convinto che la percentuale di miglioramento sia molto più alta. Si parla con i compagni di percorso, ci si confronta, e molta della distanza non ci si accorge nemmeno di coprirla. Una procedura che va assolutamente applicata alla vita: stare troppo da soli a scrivere non fa bene, ve lo posso garantire.

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