i fondamentali

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler

Che cosa avete da insegnare ai vostri ragazzi? È questa la domanda che si pongono reciprocamente miliardi di genitori a ogni latitudine, frutto di riflessioni sull’utilità di ciò che ci si accinge a tramandare. Alcuni sostengono che l’importante sia avere qualcosa da dare, qualsiasi cosa, altri si mettono sin dall’inizio a fornire ai propri pargoli i giusti rudimenti di sopravvivenza, secondo quanto la natura impone ad altre specie animali più bisognose degli sgami per vender cara la pelle o, per lo meno, per mettere sotto i denti il necessario a non diventare la pietanza di qualcuno più in alto nella catena alimentare. Archiviate definitivamente le nostre origini contadine, i ferri del mestiere oggi giacciono desueti in vecchie case di campagna, almeno le poche rimaste al riparo dalle grinfie dei turisti stranieri amanti di quell’Italia bucolica che noi invece mettiamo in secondo piano rispetto a quella che ci impone la tele. Dei nostri nonni sopravvivono solo certe consuetudini trend come gli orti sul balcone e le piante in verticale e chi zappa la terra è visto poco più che un’attrazione da circo, una specie in via di estinzione da presentare ai bambini a scuola nelle giornate dell’eccezionalità, quelle in cui la didattica sconfina nella magia e, in quanto tale, lascia il tempo che trova dopo il bacio della buona notte. Restano pratiche manuali di utilità fuori dal comune, come imbiancare, ristrutturare appartamenti, far ripartire motori del secolo scorso, fare i giocolieri e certi figli che hanno i papà così – perdonate il luogo comune, ma purtroppo queste sono cose su cui gli uomini non mollano – alle medie sono già in grado di cavarsela autonomamente. E  si può anche insegnare altro. La bellezza e la poesia, l’amore per la musica, persino a distinguere un punk da un dark o come si imbastisce una campagna marketing di successo su Instagram. Ma i fondamentali devono essere individuati nella gentilezza, nel rispetto, nel garbo, nella sollecitudine al confronto costruttivo, nella capacità di ascolto, nella disponibilità all’aiuto. Poi non c’è una disciplina, una materia, una passione, un’abilità più utile di un’altra. Dateci dentro con l’umanità, ragazzi, e se non la conoscete chiedete ai vostri genitori di darvi due dritte per impararla al meglio.

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