l’unica cosa a scorrere

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler

Certe figure sociali sembrano fatte apposta per chiedere solo favori che possono pesare. Non mi riferisco necessariamente alle consorti, altrimenti rischierei un rimprovero ufficiale, ma pensate a quante volte le nostre mogli ci hanno mandato a comprare assorbenti e quante volte, tra quelle volte, abbiamo sbagliato modello per una differenza che, chi non è avvezzo all’uso, è difficile da cogliere. Non a caso scrivono pure delle canzoni su quanto possa essere dolcemente complicato l’utente finale di questo prodotto specifico. Un aspetto che, infatti, riflette la vastità del mercato degli assorbenti e, credetemi, la possibilità di identificare quello corretto tra gli scaffali della grande distribuzione organizzata non ha per nulla migliorato l’esperienza di acquisto rispetto alla procedura tradizionale che prevedeva la richiesta esplicita a un’operatrice specializzata della vendita al dettaglio, di fronte al pubblico stipato entro e oltre la linea di cortesia.

La faccenda si complica quando moglie e figlia, entrambe soggette alle cause che scatenano la domanda del prodotto in questione e, nel peggiore dei casi, simultaneamente, aumentano esponenzialmente i parametri entro i quali circoscrivere la scelta, oggi in cui il marketing delle mestruazioni ha concepito un numero di variabili che va ben oltre l’antica dicotomia di utilizzo dentro/fuori (o meglio interno/esterno) e si spinge a fattori quali colore della confezione, materiale, presenza o meno di ali, periodo mensile di utilizzo, intervallo orario di utilizzo, fascia giornaliera o notturna di utilizzo, per non parlare di capacità, qualità, impatto ambientale, ph, dimensioni, optional, flessibilità, ergonomia, possibilità di customizzazione, resilienza, coefficiente di drenaggio, valore di biodegradabilità.

E comunque preferisco compiere errori su questo fronte piuttosto che sentirmi chiedere di valutare la disposizione all’ospitalità di parenti che non sento da anni ma che abitano in località che mi piacerebbe visitare, come San Francisco, a proposito di favori scomodi da questuare a terzi. Anch’io ho le mie dolci complicazioni e le richieste interessate esulano caparbiamente dal mio profilo comportamentale. Se vuoi, le ho detto, inizio a ricucire i rapporti con i miei tempi, in modo da avere credito per una rivendicazione di questo tipo dopo qualche anno, indicativamente due o tre. Non mi dispiacerebbe soggiornare a scrocco da mio cugino che non vedo dal 1984 e che vive con la moglie e il suo cane in una villa tutta sua con vista sulla baia. Chiudono la top-qualcosa dei favori che farei davvero qualunque altra cosa alcune attività solo apparentemente alla mia portata, e che sono nell’ordine riordinare il box, alzarmi a prendere qualcosa mentre sono già seduto, convincere mia sorella a mettersi a dieta, ascoltare un disco partendo dal lato B.

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