al contrario, questo è un tsop

Pubblicato il Pubblicato in Spazio Pour Parler

Sto leggendo un libro il cui autore sostiene che siccome le combinazioni di mosse che portano alla vittoria nel gioco degli scacchi, pur essendo di numero elevatissimo, sono comunque finite, una volta sperimentate tutte le possibilità i grandi campioni iniziano a giocare a un gioco degli scacchi inverso, il cui obiettivo è perdere il più velocemente possibile. Una sorta di scacchi al contrario che chiamerei immediatamente ihccacs se non ci avesse già pensato qualcuno o non ci fosse già un nome a identificarlo. Non sono un esperto e non so dirvi se sia un’invenzione per scopi narrativi oppure si tratti di verità ma la cosa nell’immediato mi ha eccitato come mi capita sempre al cospetto di esperimenti di destruttrazioni, e perdonatemi se magari non si tratta della definizione più appropriata per questo esempio. Mi riferisco allo sviluppo di procedure fortemente alternative, se non opposte e in taluni casi auto-distruttive se non esplicitamente idiote, per risolvere problemi. Avete presente quei geni che costruiscono cose con pezzi di prodotti Ikea assemblati arbitrariamente contravvenendo alle ferree regolamentazioni della multinazionale del design a basso costo? Ecco, l’ambito è lo stesso.

Ma siccome gli scacchi costituiscono per me una delle cose più complesse al mondo e gli scacchisti li ammiro al pari dei piloti di aerei di linea e dei dentisti, ho deciso che io non ci credo. Non credo a un sistema anti-scacchistico che, come per la materia e l’antimateria fa sì che quando due opposti si incontrano esplode tutto. Non ci credo perché gli scacchi sono una cosa seria e le persone che giocano a scacchi sono persone intelligenti che hanno studiato anziché passare il tempo a farsi le canne come ho fatto io.

È come se un musicista suonasse i pezzi dalla coda all’inizio confermando la veridicità della presenza di qualche messaggio satanico generato volontariamente o per qualche suggestione occulta nel suo intento compositivo. Già quando ho visto Joe Zawinul suonare una tastiera con la mano sinistra speculare a quella tradizionale che suonava con la destra, con una intonazione standard ma completamente capovolta dalla nota più grave a sinistra e la più acuta a destra, mi sono spaventato a morte. Ci dev’essere un ordine nelle cose, una simmetria, un rispetto della natura dei processi e delle regole del gioco. Entrereste mai in campo con l’obiettivo di fare gol alla vostra squadra? Cerchereste di essere fallimentari nelle vostre vite per toccare il fondo nel più breve tempo possibile? Queste son cose che mi fanno davvero paura.

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