più sardonico, quest’anno

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Lo spot della birra Ichnusa, come tutti gli spot, racconta un modello in sé eccessivo per consentire il più ampio spettro identificativo delle emozioni dei consumatori ma, a differenza di altri esempi (abbiamo già trattato tempo fa del caso Jägermeister), mi sembra molto ben riuscito. Se bazzicate la Sardegna, più che se siete sardi (se mi posso permettere, da non sardo, di insegnare ai sardi a essere sardi) le dicotomie noi contro resto del mondo che la pubblicità presenta sono tutto sommato attendibili ed è quello che noi milanesi e continentali chiediamo proprio alla Sardegna, una terra da cui molti isolani però fanno armi e bagagli perché quell’immaginario rude e romantico e di tradizione, purtroppo, non dà da mangiare a tutti. Un vero peccato, dico io, perché mai come l’isola dei quattro mori potrebbe chiudersi, a differenza di altre che giocano alla Brexit, in un vero splendido isolamento economico, con tutte le risorse che possiede.

C’è anche un altro aspetto: quest’anno il vostro affezionatissimo plus1gmt ha scelto proprio la perfida albione al posto della provincia di Cagliari come meta estiva, e alla vigilia della partenza per Londra posso confessarvi di essermene già pentito e non sapete quanto invidio gli amici che, invece, postano foto dalla Costa Rei.

Mi consolo guardando tutto questo ben di dio che passa nello spot dell’ottima birra Ichnusa e che, ogni volta che vi assisto, penso che è proprio così: sushi, loft, vernissage, halloween, hipster, il sound, i social, in Sardegna sono proprio quelli. Fate un bagno anche per me, cari vecchi amici del campeggio, in cambio vi porto una confezione di shortbread e una statuetta della regina.

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